È tensione altissima tra i Comuni di Trapani e Misiliscemi a causa della gestione dell’emergenza idrica che sta colpendo il capoluogo a causa del recente guasto Enel ai pozzi di Bresciana.
In una nota urgente – rende noto il sindaco Tranchida – il Comune di Trapani ha richiesto nuovamente al primo cittadino di Misiliscemi la chiusura immediata della stazione di pompaggio di Marracco fino alle ore 16 di sabato prossimo 9 agosto, misura ritenuta indispensabile per evitare gravi ripercussioni sulla distribuzione dell’acqua nella città.
L’ultima comunicazione è stata inviata anche alla Prefettura di Trapani e all’ATI (Assemblea Territoriale Idrica), segnalando che, a causa dei guasti e delle manutenzioni straordinarie ancora in corso, l’apporto idrico al serbatoio di contrada San Giovannello è scesa a 120 litri al secondo, ben al di sotto dei 160 l/s necessari per assicurare un’erogazione regolare nel capoluogo.
Nonostante i ripetuti inviti e le diffide già inviate – riferisce Tranchida – il Comune di Misiliscemi continuerebbe ad attingere 38 litri al secondo dalla condotta centrale di Bresciana il cui gestore è legalmente il solo Comune di Trapani. Una quantità che rappresenta oltre un terzo dell’acqua attualmente disponibile per la popolazione trapanese, creando una situazione che l’amministrazione del capoluogo definisce insostenibile e potenzialmente pericolosa dal punto di vista igienico-sanitario.
Il sindaco di Trapani ha annunciato che la vicenda sarà sottoposta anche all’attenzione dell’Autorità giudiziaria, mentre per domani alle 16 è stata convocata una seduta urgente della cabina di regia per l’emergenza idrica. Il vertice sarà presieduto dal capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, e servirà a fare il punto su una situazione che rischia di trasformarsi in crisi istituzionale oltre che ambientale.
















