A quasi un anno dall’istituzione della Commissione d’inchiesta sull’emergenza idrica che ha colpito Trapani, il Comitato cittadino spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti” chiede chiarezza sul lavoro svolto e sugli esiti dell’attività istruttoria.
Attraverso una richiesta formale inviata al presidente del Consiglio comunale, al presidente della Commissione d’inchiesta Maurizio Miceli e al consigliere comunale Gaspare Gianformaggio, promotore dell’iniziativa, il Comitato sollecita un aggiornamento pubblico sullo stato dei lavori e sulle conclusioni raggiunte.
La Commissione era stata istituita nell’agosto 2025 con voto unanime del Consiglio comunale, in risposta alle numerose proteste e richieste provenienti da cittadini, Comitati spontanei, operatori economici e forze politiche che chiedevano di fare piena luce sulle cause della grave crisi idrica che aveva interessato la città.
Secondo il Comitato, però, da diversi mesi non sarebbero state diffuse informazioni dettagliate e facilmente accessibili sull’attività svolta dall’organismo consiliare, sugli atti acquisiti, sulle audizioni effettuate e soprattutto sulle eventuali conclusioni raggiunte.
Nella lettera vengono formulate otto precise richieste. I cittadini chiedono, innanzitutto, di conoscere lo stato attuale dei lavori della Commissione, il numero delle sedute svolte e i soggetti ascoltati durante l’attività istruttoria. Il Comitato domanda anche quali documenti siano stati acquisiti e analizzati, se sia stata predisposta una relazione finale o almeno una relazione intermedia e quando questa verrà eventualmente resa pubblica.
Particolare attenzione viene rivolta alle eventuali responsabilità emerse dall’inchiesta. I firmatari chiedono, infatti, di sapere se siano state individuate responsabilità amministrative, gestionali o politiche legate ai disservizi che hanno interessato il sistema idrico cittadino.
Tra i quesiti posti figurano anche le cause che la Commissione avrebbe individuato come origine dei gravi problemi di approvvigionamento che hanno colpito numerosi quartieri della città e le eventuali proposte formulate per evitare il ripetersi di situazioni analoghe in futuro.
Infine, il Comitato “L’acqua è un diritto di tutti” chiede che i risultati dell’inchiesta siano discussi pubblicamente dal Consiglio comunale, possibilmente attraverso una seduta aperta alla cittadinanza.
Nella nota si sottolinea come molti cittadini abbiano dovuto sopportare per mesi pesanti disagi legati ad un servizio pubblico essenziale e come, in alcune zone, le criticità non siano ancora del tutto superate.
«Riteniamo doveroso conoscere gli esiti dell’attività della Commissione d’inchiesta che era stata presentata come uno strumento di verità, trasparenza e accertamento delle eventuali responsabilità», scrive il Comitato “L’acqua è un diritto di tutti”, che conclude auspicando una risposta pubblica e documentata nel rispetto del diritto dei cittadini a essere informati su una vicenda che ha inciso profondamente sulla vita della comunità trapanese.
















