Contrada Stornello è salva, ma l’assalto alle coste siciliane è appena iniziato.
Questo il senso dell’intervento in Aula della deputata regionale trapanese del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi che torna a puntare i riflettori sulla pressione edilizia nelle Egadi e lungo le coste siciliane.
“Non mi posso ritenere soddisfatta”, ha dichiarato la parlamentare, intervenendo in replica alla risposta dell’assessore regionale all’Ambiente su un’interrogazione presentata già nell’ottobre 2024. Una questione che, come ha ricordato, si è di fatto risolta positivamente nell’aprile 2025, quando è stato scongiurato il progetto di lottizzazione turistica a Favignana.
“Se oggi lo Stornello, una delle zone più incontaminate di Favignana, è salvo, lo si deve soprattutto ai cittadini che si sono mobilitati per difendere quell’area da un progetto edilizio molto impattante”, ha sottolineato Ciminnisi, riconoscendo il ruolo determinante della mobilitazione popolare.
Archiviato quel caso, però, l’attenzione si sposta su un fenomeno ben più ampio. La deputata ha parlato di una vera e propria emergenza speculativa, con numeri che destano preoccupazione: “Sono oltre 300 le richieste di concessioni demaniali e autorizzazioni per opere in prossimità del demanio marittimo”.
Il rischio, secondo Ciminnisi, è legato soprattutto al meccanismo del silenzio assenso. “Se diventa un liberi tutti, rischiamo un’aggressione senza precedenti a territori sensibili e tutelati”, ha avvertito, puntando il dito contro i ritardi degli uffici che potrebbero favorire l’approvazione automatica delle pratiche.
Un allarme che non riguarda solo le Egadi, ma l’intero sistema costiero siciliano. “Parliamo di un’area marina protetta tra le più grandi d’Europa, ma quello che sta accadendo nelle Egadi riguarda tutte le coste siciliane”, ha aggiunto.
Da qui la richiesta di interventi immediati. La deputata ha annunciato una nuova interrogazione e sollecitato controlli tempestivi da parte dell’assessorato. “Ho chiesto di vigilare subito, non tra due anni”, ha detto.
Infine, la proposta più netta: una moratoria sulle concessioni demaniali in attesa dell’approvazione dei PUDM. “Senza regole chiare e senza controlli tempestivi, il nostro patrimonio naturalistico rischia di essere gravemente e irrimediabilmente compromesso”.
















