Dragaggio porto Trapani, Ciminnisi (M5S) chiede risposte sulla qualità dei fanghi

A due anni di distanza dalla sua interrogazione parlamentare rimasta senza risposta, la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi torna ad alzare la voce sulla gestione dei fanghi dragati nel porto di Trapani. Lo fa alla luce degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria “Dirty Mud” che ha portato alla luce un presunto sistema illecito di smaltimento irregolare dei materiali dragati, soprattutto nel porto di Porto Empedocle.

«Già nel 2023 avevamo chiesto al Governo regionale e all’Assessorato al Territorio e Ambiente – afferma Ciminnisi – chiarimenti precisi sulla destinazione dei fanghi classificati A e B, che secondo quanto previsto dovevano essere sversati al largo tra Cornino e Monte Cofano. A distanza di due anni, nessuno ha mai dato riscontro a quelle domande. E oggi, con quello che sta emergendo a Porto Empedocle, le nostre preoccupazioni trovano purtroppo conferma».

La deputata trapanese, che aveva depositato l’interrogazione il 6 febbraio 2023, chiede risposte sul rispetto delle normative ambientali anche per quanto riguarda il dragaggio effettuato nel porto di Trapani: «Vogliamo sapere con certezza come sono stati trattati quei fanghi, vogliamo la documentazione che certifichi la loro caratterizzazione e il loro corretto smaltimento. Il nostro mare va difeso. E non consentiremo che venga usato come discarica liquida per materiali non trattati».

L’inchiesta “Dirty Mud” ha già fatto emergere una gestione opaca dei fanghi classificati C e D, ovvero quelli a maggiore carico inquinante, che sarebbero stati trattati in modo illecito e reimmessi in ambiente senza adeguati controlli. E sebbene il caso riguardi principalmente Porto Empedocle, Ciminnisi solleva il timore che simili prassi possano aver interessato anche altri porti siciliani, compreso quello di Trapani.

«Il punto è semplice – incalza la parlamentare M5S –: l’Assessorato e il Governo Musumeci prima, e Schifani poi, non hanno mai sentito il dovere istituzionale di rispondere alle nostre istanze. Un comportamento che giudico grave, alla luce dei rischi ambientali e sanitari in gioco. Vogliamo sapere con certezza come sono stati trattati quei fanghi, vogliamo la documentazione che certifichi la loro caratterizzazione e il loro corretto smaltimento».

Cristina Ciminnisi annuncia che riporterà la questione in Aula chiedendo che la Regione si faccia carico di un’indagine interna sulla tracciabilità dei fanghi dragati in tutti i porti siciliani, a partire da Trapani.

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