Una richiesta per la convocazione di una seduta straordinaria e aperta del Consiglio comunale di Trapani dedicata al porto arriva da Gaspare Panfalone, CEO della Riccardo Sanges & C. e delegato provinciale di ASAMAR Sicilia, l’Associazione degli Agenti Marittimi Raccomandatari.
Alla luce del perdurare del blocco dei lavori di dragaggio, fermi a causa di vicende giudiziarie, e in seguito alla lettera del sindaco Giacomo Tranchida indirizzata alla commissaria straordinaria dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Annalisa Tardino, Panfalone esprime soddisfazione per l’iniziativa del primo cittadino, ma chiede che la questione venga affrontata in modo pubblico, aperto e istituzionale.
“Il porto di Trapani – sottolinea l’imprenditore – rappresenta, in termini di fatturato e di occupazione, la più grande industria di tutta la Sicilia occidentale. Non può essere considerato un’infrastruttura riservata solo agli operatori del settore, ma un bene collettivo che riguarda l’intera comunità trapanese: la città, la sua storia e il suo futuro”. L’appello segue la richiesta già avanzata nei giorni scorsi dall’imprenditore Filippo Amodeo, delegato di Sicindustria Trapani.
“La situazione è ormai insostenibile – continua Panfalone –: i lavori di dragaggio sono fermi, e i milioni di euro già investiti rischiano di tradursi in un porto con un pescaggio di appena otto metri. Occorre un cronoprogramma chiaro, pubblico e verificabile, che permetta agli imprenditori di pianificare e agli armatori di investire con fiducia. Se necessario, si intervenga anche a livello governativo per sbloccare autorizzazioni e superare lentezze burocratiche”.
Per il delegato di ASAMAR, il porto è il cuore pulsante dell’economia trapanese e un tema che deve essere affrontato con urgenza e unità: “Il porto non è una questione tecnica o settoriale, ma un interesse collettivo. È la principale industria della città e un’infrastruttura strategica per la Sicilia occidentale. Serve un confronto pubblico, trasparente e costruttivo, che coinvolga istituzioni, operatori, associazioni e cittadini, per restituire al porto di Trapani il ruolo che gli spetta nel futuro economico e sociale del territorio”.















