Procedono i lavori per l’attivazione del nuovo dissalatore a Trapani voluto dalla Regione per contrastare la siccità.
Un intervento che è, al tempo stesso, una sfida per proteggere la Riserva naturale delle saline di Trapani e Paceco.
Il progetto vede Siciliacque impegnata, come soggetto attuatore, nella realizzazione dell’ultimo dei tre impianti previsti in Sicilia, dopo quelli già operativi di Gela e Porto Empedocle.
L’impianto trapanese sorge in un contesto del tutto particolare: il cuore della Riserva naturale delle Saline, zona umida di rilevanza internazionale gestita dal WWF Italia.
Una parte della struttura si trova infatti all’interno della zona “A” del sito protetto, rendendo necessaria un’attenzione particolare e la collaborazione diretta con l’associazione ambientalista.
Il progetto è articolato in due aree: i container mobili per la dissalazione, già installati nell’area bonificata che ospitava il vecchio dissalatore dismesso nel 2014, e la stazione di pompaggio, collocata all’interno di un antico mulino che sarà recuperato insieme a un secondo mulino lungo la strada di accesso alla Riserva.
È previsto anche l’allestimento di postazioni di birdwatching per i visitatori e interventi per il ripristino della biodiversità, compresa la ricostituzione di habitat naturali attraverso l’acquisizione di aree private.
Per armonizzare esigenze operative e rispetto della Riserva, sono state individuate due figure chiave: un referente ambientale e un direttore operativo dedicato agli interventi più delicati. Entrambi organizzano riunioni settimanali con le squadre in cantiere per condividere procedure e sensibilità ambientali.
Prima dell’avvio dei lavori è stato realizzato un censimento delle specie presenti, mentre durante le attività sono stati adottati interventi di mitigazione per ridurre polveri, rumori e impatti sul suolo, con orari di lavoro limitati per non disturbare la fauna.
Un episodio testimonia l’approccio: la scoperta della nidificazione dell’Occhione, una specie mai registrata prima nell’area, che ha portato all’attivazione di procedure straordinarie che hanno consentito la nascita dei piccoli senza interferenze.

















