Discoteca al Villino Nasi, dopo Cerami e Tranchida parla il questore di Trapani

L'iniziativa è stata stoppata da una diffida del Commissario straordinario Cerami e da un'ordinanza della Soprintendenza

La vicenda della discoteca all’aperto allestita dai gestori del ristorante ospitato nell’ex casa del custode del Villino Nasi, sito di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Trapani, ha prodotto in città sia malumori sia apprezzamenti: c’è chi ha plaudito alla notizia del divieto imposto ai gestori dalla Soprintendenza ai Beni culturali di continuare con le serate danzanti e chi, invece, si è lamentato per la cancellazione di un’iniziativa di svago in città.

Sul punto abbiamo sentito il questore di Trapani Salvatore La Rosa, tirato in ballo dalle dichiarazioni del sindaco Tranchida – che abbiamo riportato nel nostro articolo di ieri – a proposito dell’iter che ha condotto alla concessione dell’autorizzazione da parte della Questura. Ecco cosa ha detto alla nostra redazione.

“Resto basito dalle dichiarazioni rese da soggetti istituzionali su questa vicenda – afferma La Rosa – perché se è vero che è competenza del questore l’autorizzazione dei pubblici spettacoli, dobbiamo però chiarire qual è l’ambito in cui noi operiamo: la valutazione dei requisiti soggettivi del richiedente e degli aspetti riguardanti l’ordine e la sicurezza pubblica”.

“In occasione di questo tipo di richieste – prosegue – la Questura avvia un’istruttoria nella quale confluisce il parere tecnico proveniente dalla Commissione comunale pubblici spettacoli, a cui partecipano anche rappresentanti di altre Amministrazioni pubbliche, e se per essa, nel sito in questione, era possibile fare musica noi ne abbiamo preso atto e, una volta esaminati gli aspetti di nostra competenza, da cui non è risultata alcuna problematica, abbiamo dato l’autorizzazione al richiedente”.

“Nessuna valutazione, invece – precisa il questore – è stata da noi effettuata sulla tipologia del sito dove svolgere l’attività perché non è di nostra competenza. Ricordo però che, in passato, sono state concesse autorizzazioni a concerti di musica tecno anche in luoghi di rilevanza archeologica come la spianata dei templi di Selinunte”.

“Peraltro – conclude La Rosa – l’area del Villino Nasi è abbastanza lontana dalle abitazioni e, quindi, anche l’aspetto di un eventuale disturbo per i residenti ci pare molto marginale rispetto a ciò che avviene in altre zone della città dove si suona sotto casa della gente. L’attività rispetta, peraltro, gli stessi orari previsti dell’ordinanza del sindaco per la diffusione di musica da parte dei locali del centro storico di Trapani”.

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