Non si ferma la polemica intorno alla Diga Trinità, nel territorio di Castelvetrano, dopo lo stop allo svuotamento dell’invaso che arriva dopo settimane di deflusso dell’acqua verso il mare. Come si ricorderà, infatti, il Ministero delle infrastrutture aveva disposto la messa fuori esercizio della diga per motivi di sicurezza.
La decisione di sospendere lo svuotamento, presa a seguito dell’avvio dei carotaggi sul muro della diga da parte del perito nominato dal presidente Schifani, necessari per valutare la sicurezza della struttura, non placa le critiche sulla gestione dell’emergenza idrica da parte della Regione Siciliana.
La deputata trapanese del M5S Cristina Ciminnisi, attacca duramente il governo siciliano, definendo lo stop allo spreco d’acqua “un’ammissione tardiva e imbarazzante dell’incapacità gestionale”. Secondo Ciminnisi, migliaia di metri cubi d’acqua sarebbero stati dispersi “in modo irresponsabile”, mentre la Sicilia affronta una crisi idrica senza precedenti.
L’esponente del M5S punta il dito contro l’inattività della Regione nei controlli e nella della diga, accusandola di aver atteso una “super perizia” per rendersi conto dell’inutilità dello svuotamento. “Questo ritardo è un tradimento verso gli agricoltori trapanesi”, afferma Ciminnisi.
“La Sicilia – conclude – merita un’amministrazione competente e proattiva, non una macchina lenta e inefficace che agisce solo quando ormai è troppo tardi. È ora di chiedere conto alla Regione per questo spreco inaccettabile. I cittadini siciliani non possono più tollerare una gestione così scellerata delle risorse idriche”.
Di tutt’altro avviso il deputato regionale di Forza Italia Stefano Pellegrino che parla di “risposta concreta del governo Schifani dopo decenni di interventi mancati”.
















