È polemica a Mazara del Vallo sulla procedura di definizione agevolata dei tributi comunali. A sollevare il caso è il Comitato Diritto di Difesa, che ha denunciato disagi per alcuni contribuenti che hanno scelto di pagare le somme dovute tramite modello F24 e si sono ritrovati con modelli privi del codice ente, elemento necessario per effettuare il versamento agli sportelli di Poste Italiane.
Secondo il Comitato, l’anomalia impedirebbe ai cittadini di completare il pagamento attraverso il canale scelto in fase di adesione alla definizione agevolata, con il rischio di compromettere una procedura nata per favorire la regolarizzazione delle posizioni debitorie. Per questo motivo gli avvocati Antonino Asaro e Mariella Martinciglio chiedono all’Amministrazione comunale di intervenire rapidamente, correggendo e reinviando i modelli F24 oppure mettendo a disposizione modalità alternative di pagamento senza aggravio per i contribuenti.
Alla nota del Comitato è seguita la replica dell’Ufficio Tributi del Comune, diretto da Maria Stella Marino, che ridimensiona la portata della vicenda. L’Ufficio precisa che la problematica ha riguardato soltanto un numero limitato di modelli F24 e che il disguido era già stato individuato e risolto circa quindici giorni fa, attraverso le necessarie correzioni apportate alla piattaforma informatica.
Secondo il Comune, quindi, non si tratterebbe di un problema attuale. L’Ufficio Tributi definisce la segnalazione “un mal riuscito tentativo di polemizzare su una procedura che ha accolto il favore di moltissimi contribuenti e sta contribuendo a realizzare una vera e propria pace fiscale tra cittadini e amministrazione”.
L’Amministrazione ricorda che gli uffici restano a disposizione dei contribuenti per ristampare i modelli F24 eventualmente difettosi oppure predisporre il pagamento tramite PagoPA. I cittadini sono invitati a segnalare eventuali anomalie attraverso la funzione “Dialoga” presente sul portale dedicato.
La vicenda si chiude dunque, almeno per il momento, con due versioni differenti: da un lato la richiesta del Comitato di un intervento urgente a tutela dei contribuenti, dall’altro la rassicurazione del Comune che sostiene di avere già risolto il problema e di garantire assistenza a chi dovesse ancora riscontrare difficoltà.
















