Dal commento di Criscenti sul rinvio a giudizio di Miccichè [EDITORIALE]

Esercitazione - “Airsubsarex 2013”

Sul rinvio a giudizio dell’ex vescovo di Trapani, interviene il giornalista Gianfranco Criscenti che, nel 2010 era il direttore responsabile del quindicinale L’Isola, periodico che denunciò, per primo, l’ammanco di un milione di euro dalle casse della Curia:
“Chi ha difeso a spada tratta l’ex vescovo di Trapani Francesco Miccichè, infierendo contro di me per aver scritto sulle malefatte della Curia, oggi che il prelato è stato rinviato a giudizio per peculato, avverte un disagio?”
Ricordiamo tra l’altro che per quell’inchiesta giornalistica Criscenti fu denunciato per calunnia, assieme al collega Giuseppe Pipitone. Procedimento poi archiviato dopo ben 7 anni e mezzo.

Al di là del “disagio” che qualcuno possa provare oggi, diamo merito al collega Gianfranco Criscenti, corrispondente da Trapani dell’ANSA, di aver scoperchiato dieci anni fa una pentola tanto scomoda quanto bollente.
Coi tempi biblici della giustizia italiana, da ottobre 2020 finalmente, ci sarà consentito stabilire chi in questa vicenda ormai quasi dimenticata, sia dalla parte del torto o della ragione.
Ovviamente nessuna sentenza è stata ancora emessa, e nell’esternazione di Gianfranco Criscenti cogliamo il senso di insoddisfazione di un giornalista che, per aver fatto semplicemente il suo lavoro, ha dovuto per sette anni sopportare il peso di una querela che poi, con l’archiviazione, ha dimostrato la sua insussistenza.
Che la giustizia quindi faccia il suo corso, così come a noi giornalisti sia concesso di fare il nostro lavoro senza il timore di dover, per ogni articolo, fare i conti con chi la giustizia la interpreta spesso in modo distorto.
Sul ruolo della stampa, della magistratura, della politica, delle pubbliche amministrazioni e dei loro spesso complicati intrecci ne abbiamo parlato ultimamente col collega Marco Bova che sull’argomento ha intervistato per “Il Fatto Quotidiano” il Procuratore aggiunto di Trapani Maurizio Agnello. Intervista che non ha lasciato insensibile l’Assostampa di Trapani.
Da dieci anni a questa parte le cose sono cambiate? Era più complicato allora oppure oggi fare il giornalista, il magistrato, il politico, l’amministratore od anche l’alto prelato? Sinceramente non lo sappiamo. L’importante che ognuno, nel rispetto del proprio ruolo, faccia il suo con onestà professionale ed etica sociale.