Ci sono persone, che nella loro vita sono riuscite a lasciare il segno. Giuseppe Santoro è stata una di queste. Una vita dedicata al lavoro ed alla famiglia. Alla compianta moglie Anna, ai due figli Alberto e Nicola e a tutte quelle tante altre persone che lavoravano con lui e per lui che, a prescindere dal grado di parentela, Giuseppe Santoro considerava “famiglia”.
Una vita dedicata alla cava, alla dura pietra calcarea, al “perlato di Custonaci”, pregiato marmo che per anni è riuscito ad esportare in tutto il mondo.
Io però, scusate per questa deriva molto personale che credo sia importante per descrivere meglio la personalità di quest’uomo, Zio Peppe, me lo ricordo per un altro motivo.
Eravamo verso la fine degli anni ’70 ed un amico mi chiamò per dirmi che a Cornino stavano per aprire una nuova discoteca all’aperto e cercavano il DJ.
Fu in quella occasione che conobbi il signor Giuseppe Santoro che aveva deciso di valorizzare il golfo di quella località di pescatori per tentare di farlo diventare un luogo di attrazione turistica.
Santoro, con lungimiranza stava allargando i suoi interessi dalla zona marmifera di montagna alla zona marinara all’ombra del monte Cofano. E fu il primo!
Nacque così la discoteca “Terrazze Cofano” nel giardino del residence all’avanguardia che aveva progettato e costruito dall’altra parte del golfo, con uno scivolo per le imbarcazioni di pescatori ed appassionati, la spiaggia a pochi metri e le sere d’estate, con la musica “disco” quella vera di quegli anni, scelta e mixata dal sottoscritto. Indimenticabili serate da ballo che molti della mia età ancora si ricordano con nostalgia.
Se le ricordano ancora Alberto già sindaco di Custonaci, mio fraterno amico, e suo fratello Nicola, allora piccolino, ed oggi assessore nell’attuale Giunta Comunale, i due fratelli a cui il padre Giuseppe aveva affidato il compito di seguire la discoteca e capire se le cose andassero bene o meno perchè loro erano giovani ed erano il futuro. Ogni serata era uno spasso e lui era felice che la gioventù fosse felice. Allora ci si divertiva davvero, e senza altri “accessori”.
Sono passate decine di anni e da allora ogni volta che ci siamo reincontrati sono stati solo sorrisi e calorosi abbracci. Oggi mi dispiace solo non essere mai riuscito ad andar con lui a funghi, Alberto mi ha raccontato che un micologo bravo come suo padre non esiste, anche se cosa significasse “micologo”, suo padre non lo sapeva. Uomo d’altri tempi, occhio fino e grande esperienza di vita.
Oggi Custonaci e la sua Cornino, piangono la scomparsa di un galantuomo. Domani, alle 9.30 alla chiesa Maria Santissima di Custonaci i funerali
Da parte mia e della famiglia Conforti, sentite condoglianze ai figli Alberto e Nicola, a tutti i parenti e a tutte le altre tante persone che hanno amato e stimato “Zio Peppe”.















