Crisi idrica a Pizzolungo, il Comune chiarisce le responsabilità

In risposta all’interrogazione del consigliere di opposizione Vincenzo Maltese, il Comune di Erice, attraverso una nota ufficiale, ha voluto chiarire la propria posizione.

L’emergenza idrica, che da giorni interessa l’intera provincia di Trapani, si aggrava ulteriormente.

Come da comunicazione del presidente dell’ATI, Francesco Gruppuso, da venerdì scorso, tutti i Comuni del territorio stanno ricevendo un’erogazione d’acqua ridotta del 30% dalla condotta di Montescuro Ovest.
Gruppuso ha spiegato che “questa riduzione non è in alcun modo riconducibile a mancanze o negligenze dell’Amministrazione, ma costituisce una misura deliberata dalla cabina di regia regionale per far fronte a una crisi idrica senza precedenti”.

La Diga Garcia, principale fonte di approvvigionamento per la provincia, ha visto la propria portata scendere da 400 a 280 litri al secondo, mentre l’invaso dispone attualmente di appena 2,8 milioni di metri cubi d’acqua: un quantitativo sufficiente ad assicurare l’approvvigionamento per circa un mese in assenza di precipitazioni.

A complicare il quadro, è intervenuto anche un guasto tecnico al sistema di emergenza della diga, per cui per motivi di sicurezza si dovrà abbassare ulteriormente il livello dell’invaso con inevitabili ripercussioni sull’erogazione idrica.

Il Comune di Erice, nella risposta al consigliere diramata alla stampa a firma del vice sindaco Paolo Genco con deleghe al ramo, evidenzia che, in una condizione così difficile, “a farne le spese sono inevitabilmente le località più periferiche rispetto ai cosiddetti “cisternoni”, come Pizzolungo”.

“È ovvio – si legge ancora – che l’acqua, una volta erogata, arrivi più facilmente nelle abitazioni più vicine ai serbatoi e con maggiori difficoltà in quelle più distanti o situate in pendenza. L’acqua erogata è pochissima e può terminare prima nelle zone periferiche: ciò non può e non dev’essere addebitato a questa Amministrazione”.

Il Comune ricorda inoltre che la gestione della rete idrica è oggi nelle mani dell’ATI idrico di Trapani, che riunisce i 25 Comuni della provincia.
“L’ATI – sottolinea l’Amministrazione – è l’unico soggetto titolato alla presentazione dei progetti da candidare ai finanziamenti relativi al Servizio Idrico Integrato. Non lo sono i singoli Comuni aderenti”.

In questi giorni, l’ATI ha trasmesso alla Regione Siciliana ben 39 progetti nell’ambito dell’Azione 2.5.1 (settori fognario, depurativo e idrico), due dei quali riguardano Erice, per un importo complessivo di 8.360.000 euro.

Il Comune ricorda infine che «continua a subire gli effetti della liquidazione coatta amministrativa dell’E.A.S. (Ente Acquedotti Siciliani), disposta con D.P.Reg. n. 1/2020».

“Da allora – conclude la nota – il Comune opera in via sostitutiva, in luogo della Regione Siciliana e tra mille difficoltà, al solo fine di garantire un servizio necessario alla cittadinanza. Una sacrosanta verità che bisognerebbe spiegare ai cittadini”.

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