Coronavirus e aeroporto di Trapani, Ombra: “Sviluppo e controlli i due binari per il rilancio”

“Sky Alps volerà, da dicembre, da Trapani per Bolzano e Roma, con un’altra compagnia stiamo definendo per Cuneo e Malpensa, le rotte onerate partiranno dalla winter 2020”.

Così il presidente di Airgest Salvatore Ombra tratteggia, in un post pubblicato sulla sua pagina, le tappe del rilancio dell’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani che lavora, come tutti gli altri scali aerei italiani, per la ripresa delle attività dopo il lockdown per l’epidemia di coronavirus.

“Ryanair rimane una grande incognita – prosegue Ombra – per l’approccio generale incerto assunto sul futuro della ripresa ma non smetteremo di interloquire con loro e altro ancora ci attende a breve”

Ombra sottolinea la notizia, di ieri, dello stanziamento nella Finanziaria regionale di 14 milioni in favore di Airgest, “che investiremo prestissimo in progetti di sviluppo” e ringrazia “il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ed il suo governo, così come la deputazione regionale, per avere mantenuto fede all’impegno assunto a favore del nostro scalo, e per avere dato concretezza alla sua granitica volontà di rilancio”.

“Siamo pronti ad accogliere in sicurezza l’avvio della nuova stagione per il trasporto aereo – sottolinea il presidente di Airgest – ove per nuova stagione intendo le nuove disposizioni che obbligano l’approntamento dei dispositivi prescritti con le nuove misure di sicurezza. Ci spiace – ma non ci ferma – che il nuovo dpcm nelle sue pulsioni garantiste e restrittive, abbia prolungato la chiusura anche di Trapani Birgi ma anche lì, di concerto con altri scali fermi come il nostro, abbiamo chiesto la riapertura, nell’assoluto rispetto delle regole e delle esigenze sanitarie imposte dall’emergenza con cui dobbiamo con lucidità imparare a convivere”.

“Non spetta a me quantificare i danni – dice Ombra – ma basta girarsi intorno, perché è evidente che la preoccupazione, fondata, e il pessimismo rischiano di prendere il sopravvento. E lì arriva il compito di chi, come me, a vario titolo ha il dovere e la responsabilità di cogliere il grido di allarme che come un eco da qui a breve rischia di sopraffarci. Perché il territorio ora più di sempre ha bisogno di attivismo, di un rapido rilancio, di attenzione sempre maggiore per il decoro urbano, ha bisogno del ‘piano B’, fuori dalle previsioni e dagli schemi, e ha soprattutto bisogno di una visione positiva che ci proietti verso la vera fase 2. Quella della nostra rinascita. Cercando finalmente di volare alto. E questa volta con gli aeroplani, non con i droni, perché è sullo sviluppo più che sui controlli che bisognerà con convinzione e tenacia riprendere ad investire. E noi ci saremo”.