Consiglio comunale di Trapani in “ostaggio” per un verbale

Tre ore e 10 minuti per l’approvazione di un verbale. È accaduto ieri sera, nella seduta del Consiglio comunale di Trapani, rimasto in “ostaggio” del consigliere Lipari che chiedeva di rettificare il resoconto della seduta dello scorso 16 settembre, quando fu allontanato dall’aula, per le sue intemperanze, in occasione della trattazione del DUP.

Guaiana passò a Rocco Greco per le dichiarazioni di voto mentre Lipari, che era al telefono sul balcone, chiedeva di poter intervenire. Peraltro, il giovane consigliere, fuori d’aula, aveva “minacciato” di tenere il Consiglio in scacco per più di un’ora con il suo intervento. Il regolamento, lo ricordiamo, prevede che per le dichiarazioni di voto il tempo massimo di esposizione sia di 5 minuti.

Tornando alla rettifica del verbale, Lipari chiedeva che venisse aggiunta una frase che sottolineava la sua presenza in aula. Il Consiglio ha respinto, anche con toni polemici.

“Per fortuna abbiamo la fonoregistrazione – ha commentato durante la seduta il capogruppo di Demos Ferrante – e quindi quello che abbiamo ascoltato stasera: Lipari che prima afferma di non essere tra i banchi, poi ritira e formula un altro sub emendamento dove dice che c’era però aveva il microfono spento, poi che si stava accingendo ad andare tra i banchi. A questi verbali è allegata la videoregistrazione. Se qualcuno crede che quello che stiamo andando a votare non sia legittimo, faccia una lettera alla Procura della Repubblica e denuncerà che il piede destro era avanti al piede sinistro”.

Dai video Lipari pare fosse fuori, lui continua a dire che si trovava dentro l’aula e viene il dubbio che ognuno racconti la verità che vuole.
“Mi vergogno che si siano perse tre ore per questo”, chiude Ferrante. Dello stesso pensiero il consigliere Gianformaggio: “Tutto ciò è mortificante nei confronti dell’intera cittadinanza”.