Consiglio comunale aperto, ASP: “Non smantelliamo reparto di Pneumologia di Trapani”

“Non si sventra e non si smantella nulla”. Con queste forti parole il commissario Zappalà tranquillizza i consiglieri e risponde alle critiche. Si è svolta, ieri mattina, in modalità a distanza in audio/videoconferenza, una seduta del Consiglio comunale in sessione straordinaria e urgente che ha avuto come punto all’ordine del giorno la situazione del reparto di Pneumologia dell’ospedale Sant’Antonio Abate, l’unico in tutta la provincia di Trapani.

Presenti i consiglieri comunali, l’amministrazione, numerose forze politiche del territorio in ambito locale e nazionale. Presente, soprattutto, l’Asp con il suo commissario straordinario Paolo Zappalà che minuziosamente ha spiegato ai politici (e alla città in generale visto che il Consiglio è visibile in streaming) la situazione del reparto di Pneumologia.

“Sono per la rete – afferma Zappalà nell’aula virtuale di Palazzo Cavarretta – , dove ci sia un hub con una specialità sul territorio e altri punti ospedalieri facciano da spot. Dare delle specializzazioni nei singoli ospedali è fondamentale. C’è una carenza strutturale ma non solo in provincia di Trapani. Riguardo la Pneumologia, nessuno vuole mettere in discussione il diritto costituzionale alla salute. Proprio per questo abbiamo cercato di riorganizzare le attività riallocando temporaneamente i medici al Covid Hospital di Marsala. Senza quella professionalità medica – continua il commissario dell’Asp -, i pazienti affetti dal coronavirus rischierebbero conseguenze nefaste”.

Insomma, il manager è chiaro: gli pneumologi servono, in questo momento, vicino ai pazienti Covid. Per molti mesi tanti altri medici con diverse specializzazioni hanno dato supporto ai vari reparti ma è chiaro che, viste le complicanze che il virus crea ai polmoni, gli pneumologi sono i più indicati.

“Devo fare un plauso a tutti i medici e a tutto il personale sanitario – aggiunge Zappalà – questi cambiamenti temporanei non sono semplici perché gli operatori sono sotto stress e spesso isolati dal mondo. Non avevamo altre alternative se non dislocare quelle professionalità al Covid Hospital di Marsala”.