Confiscati beni per 45 milioni di euro

CASTELLAMMARE DEL GOLFO – La Direzione investigativa Antimafia di Trapani ha confiscato beni per oltre 45 milioni di euro a due imprenditori nel settore delle costruzioni edili e della produzione e commercio di conglomerati cementizi. Si tratta di Mariano Saracino, 65 anni, e Giuseppe Pisciotta, 69 anni.  Saracino avrebbe messo a disposizione propri immobili come nascondigli di latitanti e per riunioni di mafia. L’imprenditore è stato più volte condannato, con sentenze passate in giudicato, per associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e altri reati.  La confisca dei beni è stata disposta dal Tribunale di Trapani che ha anche applicato ai due la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di PS con obbligo di soggiorno per la durata di quattro anni a Mariano Saracino e di due anni e sei mesi per Giuseppe Pisciotta. Tra i beni confiscati imprese, immobili, terreni, veicoli e altri beni.

“Si tratta purtroppo della ulteriore conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, delle illecite ingerenze che condizionano negativamente il settore degli appalti pubblici provocando veri e propri disastri all’economia del nostro territorio”. Questo il commento del presidente del Consiglio provinciale Peppe Poma che ha voluto testimoniare il plauso per i risultati raggiunti dagli investigatori. “Bisogna insistere con gli accertamenti patrimoniali – continua Poma – perché costituiscono l’arma più efficace per combattere e stroncare la criminalità mafiosa e consentono a boss del calibro di Matteo Messina Denaro di prolungare all’infinito la loro latitanza nonostante il lavoro delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità giudiziaria”.