Dal 2010 al 2023 i Comuni siciliani hanno perso il 36,2% del proprio personale a tempo indeterminato. È quanto emerge dai dati elaborati dall’IFEL – Istituto per la Finanza e l’Economia Locale – su base MEF e analizzati da Anci Sicilia, che traccia un quadro allarmante sullo stato delle risorse umane negli enti locali dell’Isola.
Nel dettaglio, si è passati da 57.697 unità a 36.828 in tredici anni. Una riduzione ben più marcata rispetto alla media nazionale, che nello stesso periodo si attesta al -25,7%. Solo nel 2023 si sono registrate quasi 2.000 cessazioni di servizio, di cui oltre 1.400 per pensionamento.
La tendenza non è destinata a invertirsi: secondo le proiezioni, nei prossimi sette anni i Comuni siciliani perderanno più di 15.500 dipendenti, tra pensionamenti e dimissioni volontarie, pari a un ulteriore -42% degli attuali organici.
Una crisi non solo numerica ma anche qualitativa. Oltre 12.000 degli attuali dipendenti sono stati stabilizzati negli ultimi anni con contratti a orario ridotto, mentre circa 3.000 lavoratori Asu sono ancora in attesa di un percorso definitivo di stabilizzazione.
Il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano sottolineano come il problema sia duplice: da un lato l’insufficienza di risorse umane, dall’altro la carenza di competenze specifiche, soprattutto negli uffici chiave come quelli finanziari e tributari.
A peggiorare la situazione, il circolo vizioso tra crisi finanziaria e limiti assunzionali. Le difficoltà economiche degli Enti impediscono le assunzioni, ma l’assenza di figure qualificate contribuisce a generare ulteriore inefficienza finanziaria, aggravando la crisi. Quando le assunzioni riescono ad avvenire, spesso i vincitori di concorso lasciano l’impiego dopo pochi mesi per posizioni più attrattive, rendendo il comparto degli enti locali tra i meno competitivi della pubblica amministrazione.
Particolarmente critica è anche la situazione della Polizia Municipale: secondo i dati, il personale in servizio rappresenta meno della metà di quello previsto in pianta organica, con un’età media ormai prossima ai sessant’anni.
“Serve una riforma urgente – afferma Amenta – che riveda i vincoli assunzionali e consenta agli enti locali siciliani di ricostruire piante organiche efficienti, a partire dalle figure apicali e da quelle operative sul territorio”. Di questi temi si discuterà in occasione dell’assemblea regionale Anci in programma a Palermo il prossimo 16 maggio, alla presenza del presidente nazionale Gaetano Manfredi e di esperti del settore.
Una crisi strutturale, dunque, che mette a rischio l’operatività degli enti locali e i servizi essenziali ai cittadini, e che richiede risposte normative immediate per scongiurare un progressivo svuotamento della macchina amministrativa siciliana.
















