Complesso Principe di Napoli, passi avanti per la riapertura [AUDIO]

Passi avanti per la riapertura del Principe di Napoli dopo che il Comune di Trapani ne è tornato in possesso. Una vicenda abbastanza complessa che ha visto e vede ancora una battaglia legale tra l’Accademia di belle Arti Kandinskij e l’Amministrazione Comunale. Dopo lo sfratto, il Comune ha vinto il ricorso al TAR tornando ufficialmente dentro la struttura e effettuato l’inventario. L’Accademia ha presentato controricorso al CGA ma la sospensiva è stata rigettata quindi, vista la situazione, ora il Comune accelera per riaprire la struttura in autunno.

I progetti per lo storico stabile di via Cappuccini 7 sono tanti. «Lo febbraio scorso – afferma Andreana Patti, assessora alle Politiche Comunitarie e programmi di sviluppo territoriale –  abbiamo sottoscritto un accordo quadro che abbiamo chiamato “Trapani innovazione 2020 – Sinergie al lavoro per il futuro dei giovani trapanesi”. Era un accordo che non doveva rimanere lettera morta, abbiamo subito un rallentamento a causa del Covid ma, ora, abbiamo ripreso con più vigore».

Ascolta l’intervista realizzata ad Andreana Patti:

L’amministrazione, infatti, ha inserito lo stabile, insieme alla Casine delle Palme, nel un bando di riqualificazione dell’ANCI per la nascita di un sistema/polo fisico territoriale permanente di progettazione partecipata con i giovani in ambito di (Ri)Generazione Urbana e la riqualificazione urbana di specifiche aree del territorio di Trapani e di Alessandria mediante l’attivazione di modelli di network giovanili, start up di impresa e di co-progettazione. Questo avviene grazie ad un progetto che è stato ammesso e verrà finanziato dall’Anci.

La scorsa settimana l’assessora Andreana Patti ha incontrato le varie realtà che hanno sottoscritto l’accordo quadro. I firmatari di “SINERGIE” sono l’Unione degli Assessorati alle Politiche Socio Sanitarie e del Lavoro, la società cooperativa sociale Badia Grande, l’associazione Trapani per il Futuro, l’associazione Unione Provinciale degli Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese, l’associazione politico culturale Agorà, l’APS Don Bosco con i giovani. I fondi previsti sono € 278.500,00.

Nel dettaglio nascerà un Polo di progettazione giovanile permanente di tipo partecipativo, area di co-working; sala riunioni, laboratori, mostre; foresteria con locali destinati ad alloggi temporanei per studenti (provenienti anche dalla città di Alessandria), designer, architetti, ricercatori e giovani imprenditori che dimostrino la volontà di attivazione all’idea progettuale del territorio trapanese.

«La scorsa settimana – aggiunge Andreana Patti – con i partner aziendali di questo importante progetto abbiamo proprio discusso come la delocalizzazione e lo smartworking in questo periodo sono diventati uno dei punti più importanti. Si è capito che si può lavorare in una città come Trapani nonostante si sia dipende di qualche azienda del nord. Inoltre, il nostro territorio si presta benissimo ai nomadi digitali, persone che girano in posti splendidi continuando a lavorare in remoto».