Commissionò l’omicidio del cognato, arrestato imprenditore trapanese [VIDEO]

Nel marzo del 2013 aveva commissionato l’uccisione del cognato, incaricando dell’esecuzione un amico, il 52enne trapanese Matteo Bucaria, imprenditore edile, arrestato stamattina dagli uomini della Squadra Mobile di Trapani.

L’uomo, molto conosciuto in città, all’epoca dei fatti, trovandosi in difficoltà economiche sfociate poi in una condanna per bancarotta, aveva deciso di eliminare il cognato (fratello di sua moglie) per potersi assicurare il suo cospicuo patrimonio derivante sia da eredità sia da un risarcimento assicurativo di oltre 600 mila euro per un incidente di cui era rimasto vittima nel 2009 a Marsala.

La vittima aveva intuito che il congiunto gli stesse sottraendo denaro e, diverse volte aveva chiesto spiegazioni sul reale ammontare dell’indennizzo assicurativo e su altre operazioni riguardanti il suo patrimonio ricevendo risposte evasive. Ci sarebbero queste motivazioni, secondo gli investigatori della Polizia, alla base della decisione di Bucaria di farlo uccidere da un suo amico, Gaspare Gervasi, al quale aveva consegnato un fucile a canne mozze detenuto illegalmente.

L’uomo, dopo essere stato attirato da quest’ultimo, con un pretesto, nelle campagne di Paceco, era stato raggiunto da due colpi all’addome, e, nonostante le gravissime ferite, era sopravvissuto. Era stato lui stesso ad indicare agli uomini della Mobile l’esecutore materiale del tentato omicidio che era stato arrestato e condannato a 12 anni di carcere.
Le motivazioni del gesto erano, però, rimaste oscure e si era fatto riferimento solo a generici e pretestuosi dissidi pregressi tra la vittima e la persona incaricata di ucciderla.

Dal settembre 2019 la svolta a partire da un esposto anonimo inviato alla Mobile nel quale era scritto: “GIRA VOCE CHE SIG BUCARIA MATTEO DÀ TUTTI I MESI SOLDI ALLA FAMIGLIA GERVASI GASPARE IN CARCERE PER AVERE CERCATO DI AMMAZZARE CUNTULIANO DOMENICO – VI SIETE CHIESTI COME MAI ANCHE PERCHE CUNTULIANO E COGNATO DI BUCARIA???? – QUESTIONI DI SOLDI????? – SE SIETE BRAVI POLIZIOTTI LO SCOPRIRETE”.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trapani, erano state riavviate. Attraverso la rilettura degli atti processuali, il riascolto delle intercettazioni dell’epoca con l’ausilio di più recenti tecnologie e nuove attività tecniche, gli uomini della Mobile hanno progressivamente raccolto una serie di gravi indizi tra cui quelli contenuti in una lettera scritta dal carcere dall’autore materiale del delitto al suo mandante, in cui si lamentava di non aver ricevuto il compenso concordato per l’esecuzione del crimine e sottolineava di avere bisogno di sostegno economico per sua famiglia, in difficoltà a causa della sua carcerazione.

A fronte delle contestazioni degli inquirenti l’uomo ha collaborato, ricostruendo con dovizia di particolari tutta la vicenda e confermando quanto già accertato dalla Polizia. Oggi l’epilogo della vicenda quando M.B. è stato tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip, con le accuse di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto abusivo di arma alterata.