Ombrelloni chiusi, file di lettini vuoti e spiagge insolitamente deserte persino in pieno agosto: è l’immagine preoccupante che arriva dai litorali italiani in questa estate 2025.
A denunciarlo è il Codacons, che punta il dito contro l’aumento incontrollato dei prezzi praticati dagli stabilimenti balneari, indicato come principale causa del calo di presenze.
“I costi per una giornata al mare sono ormai fuori dalla portata di moltissime famiglie italiane – afferma Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale Codacons –. Non sorprende che sempre più cittadini rinuncino alla spiaggia o cerchino soluzioni alternative. È un paradosso tutto italiano: stabilimenti vuoti in piena estate e operatori che si lamentano, ma senza fare nulla per rendere il mare davvero accessibile a tutti.”
L’associazione, che tutela diritti dei consumatori e dell’ambiente, lancia un appello urgente agli operatori del settore affinché intervengano subito sui listini, abbassando i prezzi per salvare la stagione e garantire il diritto di ogni cittadino a godere del mare, bene pubblico per eccellenza, a prescindere dalle possibilità economiche.
“Non servono lacrime di coccodrillo – prosegue Tanasi –. Se non si interviene immediatamente sui costi, intere fasce della popolazione verranno escluse dalla fruizione delle spiagge, con gravi ripercussioni non solo sociali ma anche economiche per le stesse imprese balneari.”
Il Codacons avverte: senza un’inversione di rotta, l’estate 2025 rischia di trasformarsi in una delle stagioni più negative per il turismo balneare italiano, sia in termini di presenze che di incassi.















