Clinch a Trapani: opposizione alle corde

A Trapani c’è un clima strano, che non ha a che vedere con alluvioni e allagamenti.
Se non quelli delle coscienze, che ormai sono totalmente annegate e travolte da maree di illazioni, mezze bugie e mezze verità.

Tempi di contraddittorietà, di sospetto, di una lotta nel fango e nel sudore che manco succinte lottatrici di wrestling in locali by night.

Sono tempi in cui bisogna stare attenti a non raccontare alla tua migliore amica se hai fatto l’aperitivo con tuo cugino, che sul far della sera e sulle piattaforme social, questo potrebbe trasformarsi in una relazione extraconiugale. Perché le corna sono diventate un fatto politico.

Sono tempi in cui non puoi permetterti di ingrassare, o perché hai fatto una cura devastante o semplicemente perché hai ecceduto con la carbonara. Perché il tuo aspetto fisico è diventato un fatto politico.

Sono tempi in cui un certo linguaggio, fatto di usignoli per diabetici, vituperi di qualsiasi guisa, sono sdoganati in tv, sui giornali e sui social come fosse un nuovo Arno in cui lavare i panni. Perché pure la lingua di Manzoni è diventato un fatto politico.

Sono tempi in cui l’informazione deve essere piegata ad una sola narrazione, brandita come verità assoluta, in una guerriglia armata: e se cane da guardia deve essere, non lo sarà della democrazia, ma degli interessi di uno solo. Perché la propaganda è diventata un fatto politico.

Sono tempi in cui non esiste più un rispetto delle istituzioni, dei partiti e dei luoghi deputati alla democrazia rappresentativa: tutto deve piegarsi ad un interesse maggiore, e le elezioni, le norme e le regole, sono solo una inutile battuta d’arresto. Perché ormai l’unica cosa che vale e che resta sono i soldi ed il potere, che sono sempre stati un fatto politico.

Ma in questi giorni, c’è un fatto che è emerso e che è davvero politico: il ruolo dell’opposizione a Trapani.

In una città che soffre miseramente scelte politiche e amministrative sbagliate, portate avanti per amor di Cencelli, che ha sacrificato l’ordinaria amministrazione sull’altare di fondi e finanziamenti, giusto o sbagliato che sia.

In una città che ha rieletto il suo sindaco per il rotto della cuffia, grazie e nonostante dieci liste e grazie e nonostante l’appoggio del patron granata cittadino, creare uno spazio che capitalizzasse il dissenso e preparasse il centro destra a rigovernare Trapani, doveva essere un gioco da Risiko.

Ed invece no. Perché la notizia, non riportata in incipit per amor di patria, com’è d’uso, è che non esiste un centro destra e non esiste un’opposizione autonoma.

Esistono i partiti: FdI, che grazie a Giorgia è al governo, e quindi ha un minimo di rappresentanza autorevole, sebbene dilaniata nelle faide di ogni famiglia, tra onorevoli ed ex onorevoli regionali.

Poi c’è FI, che però è a Palermo ed è da lì che comanda: consulenze, incarichi più o meno meritati, che aiutano a sgombrare l’agone da presenze importanti e “popolari”. In città il partito di Berlusconi quasi non esiste e deve essere ricostruito, Fazio e vicende giudiziarie permettendo.

E poi basta, perché la Lega è Turano, e lui non sta al gioco di nessuno, figurarsi di messia annunciati dai social. A meno che non decida lui ed alle sue condizioni. E la Lega, allo stato attuale, è da un’altra parte ed ha già dimostrato quanto possano valere le pressioni palermitane.

Se fino a qualche mese fa quindi, bisogna riconoscere che l’opposizione si arrabattava come poteva, spesso con interrogazioni e mozioni condivisibili, mettendo in evidenza carenze e criticità oggettive, oggi si fa dettare agenda e operato dai social.

Ed è schiacciata. Da un lato, è schiacciata da Turano, che invitano ogni 5 minuti a staccare la spina a Tranchida e sottolineando che, senza di lui, non solo non hanno dove andare ma nemmeno possono sedersi attorno ad un tavolo. Al massimo intorno ad uno a tre piedi, per una seduta spiritica, sperando che Almirante soffi su di loro.

Dall’altro, è schiacciata da Valerio Antonini: telefonate ossequiose a parte, incapacità di rispondere chiaramente agli “assist” del presidente: se non ho vinto è anche perché TU hai sostenuto Tranchida e non me, quindi mó che vuoi?

Ed invece no, non solo la risposta più dignitosa non arriva, ma di più: l’opposizione aderisce alla manifestazione di Futuro, perché Antonini ha saputo portare in piazza i temi che loro denunciano da sette anni.
Antonini ha fatto quello che l’opposizione non ha saputo fare.

E con questa, qualsiasi tentativo prossimo di rivendicare autonomia e potere contrattuale in una futura coalizione, è bruciato.
E dalle terrazze dei social è tutto, perché è ormai da quell’agone che si gioca la partita.

Nota non troppo a margine: dopo mesi di vituperi, promesse di documentazioni “clamorose”, minacce di qualsiasi tipo, epiteti ed ingiurie, una parte della politica cittadina di è svegliata, e pare andrà alla Procura della Repubblica a cercare chiarezza.

Allo stato dell’arte, non è importante che sia parte di maggioranza o opposizione, destra o sinistra, è piuttosto importante tutelare la dignità e la democraticità delle istituzioni.

E in mezzo a tutti questi supereroi, ci voleva una donna.
Qualcuno la chiama “Danielona”, ma credo che Sindaca di Erice o prof.ssa Toscano sia sufficiente, certi che si sia guadagnata entrambi.

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