Fiume in piena Giacomo Tranchida, in forma più smagliante rispetto al confronto televisivo con il presidente di SportInvest. Con gli strumenti, i mezzi ed il linguaggio istituzionale che compete ad un sindaco, la Giunta ha affrontato con una delibera le questioni Cittadella dello sport e climatizzazione del Palashark (di cui parliamo qui), sollevate in pubblico da Valerio Antonini.
La delibera è provvista di allegati: nota sindacale del 17 maggio indirizzata a Sport Invest e relazione del dirigente dei Servizi Tecnici del 16 maggio. L’atto è pubblico, consultabile e disponibile per tutti i cittadini sull’Albo pretorio del sito web del Comune.
“Per massima trasparenza, con questo atto la Giunta determina e formula un atto d’indirizzo per gli uffici competenti e per competenza al Consiglio comunale tutto”, si legge nella nota diramata dal sindaco. Le questioni, delineate nel perimetro tecnico-amministrativo e politico, vengono affrontate nell’ottica di smentire le accuse lanciate dal presidente di Sportinvest – dagli studi della sua emittente televisiva e dal suo profilo “X”, più volte e con virulenza – che ormai sembra avere lanciato un guanto di sfida politico al sindaco di Trapani. Dalla presunta inadempienza dell’AC per l’impianto di climatizzazione del Palazzetto che, a suo dire, sarebbe stata in carico del concessionario, all’accusa di voler osteggiare la costruzione della Cittadella dello Sport, fino a denunciare il degrado della città per incapacità di questa amministrazione.
La delibera di Giunta, che è una vera e propria diffida al patron granata, affronta e mette in fila, in ordine cronologico, le vicende relative al faraonico progetto della Cittadella. Ad iniziare dal fatto che, di questo progetto , al Comune di Trapani pare sia giunta “una scarna richiesta” in data 11/11/2024 all’Ufficio tecnico competente, nella quale Sportinvest individuava la zona del sedime aeroportuale di Milo come sede idonea dove – scriveva la società – “risulta oggi indispensabile avviare una importante attività di rivitalizzazione ed investimento in quanto destinata solo ad esercitazioni di personale militare”.
Rispetto al problema dell’area individuata, dalla delibera di Giunta e dalla documentazione allegata a corredo (ripetiamo, pubblicamente consultabile) si evince come “in maniera inequivocabile si chiarisce che lo stesso presidente nel seguire la vicenda, anche in sedi romane, aveva acquisito le informazioni chiarificatrici” e non gli risultavano criticità insormontabili. In sintesi, il veto posto, per ragioni militari, dall’Agenzia del Demanio su una porzione del territorio di Milo – fortemente contrastato anche dalla stessa Amministrazione comunale che ha nel “Piano Città”, tra le altre cose, il progetto dell’Interporto in quella zona – è stato un fulmine a ciel sereno e non è, ad ogni modo, ascrivibile alla volontà politica del sindaco Tranchida che considera queste aree indispensabili data la forte antropizzazione del contesto urbanistico.
L’Amministrazione rimarca “la titolarità politica e sociale, oltre che oltre che amministrativa, delle decisioni di pianificazione urbanistiche/sociali” e “la piena disponibilità a servizio del territorio (comprensorio esteso) per la realizzazione della Cittadella dello sport, […] anche qualora la società si determini per una diversa localizzazione, sempre nel comprensorio.
La posizione del Comune è chiara: il progetto Cittadella dello Sport è importante ed interessante, la zona è quella indicata e precisa che “nel momento in cui la società dovesse acquisire la disponibilità dell’area e presentare un progetto di natura sportiva-commerciale conforme a quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione del PRG, l’area andrebbe sottoposta comunque a variazione di destinazione d’uso, nell’ambito della zona territoriale omogenea “F”. Se, invece, il progetto dovesse contenere difformità rispetto a quanto previsto dal Piano Regolatore, lo stesso dovrà essere sempre approvato in seno al consiglio comunale ma stavolta seguendo la procedura della variante urbanistica”.
Nella lettura della lunga delibera che ricostruisce puntualmente tutto l’iter amministrativo e le interlocuzioni, istituzionali e per vie brevi, nonché l’avviamento di tavoli tecnici all’uopo, non sfuggono però le molte domande retoriche “a che pro?”, “per quale scopo?”, “con quale finalità?” che Tranchida si pone nello stigmatizzare la campagna mediatica volta alla denigrazione e ad alimentare la sfiducia popolare del sindaco. E, aggiungiamo noi, possibilmente, a pungolarne una formale da parte dell’opposizione. Sono domande apparentemente retoriche, perché probabilmente Giacomo Tranchida – politico navigato e di lungo corso – ha già la risposta. Che certamente il confronto sia ormai fuori dai binari sportivi e pure amministrativi è fuor di dubbio. Che una parziale risposta possa risiedere in ambizioni politiche dello stesso Antonini (la candidatura al Senato alle prossime politiche, buttata là dal sindaco durante la trasmissione su Telesud e non smentita), non è peregrino. Fatto sta che l’idillio si è rotto, visto che l’’Amministrazione sente il bisogno di far sentire il peso del suo ruolo con un atto formale. E ristabilire l’ordine sovvertito.
“L’importante atto adottato dalla mia Giunta stamani, ancora una volta conferma la coerente linearità e trasparenza delle scelte strategiche dell’amministrazione comunale, sgombrando documentalmente il campo da falsità e gravi strumentalizzazioni, propinate anche mediaticamente alla comunità trapanese e non solo sportiva”, conclude Tranchida. Come a dire: le delibere son delibere, il resto è un cinguettio.
“Perche si vuol far credere, falsamente, che la mia Amministrazione Comunale non voglia sostenere ulteriori progettualità piccole e grandi, utili allacittà anche in campo sportivo? È forse arrivato il tempo di rendere omaggio ai capibastone del governo regionale e nazionale che vogliono comunque mettere le mani sulla Città nonostante la democrazia ha detto altro?!, continua il sindaco.
Fino a prova contraria e prossime elezioni. Elezioni che esigeranno nuove architetture e schieramenti, ed il primo a dover scegliere tra il suo “mentore” politico e l’amico imprenditore sarà proprio Lele Barbara: tirato per la giacchetta da Antonini fino a ieri su “X” (“L’Assessore Barbara che dice e fa?”, “L’amico vero Emanuele” presente ai festeggiamenti per il genetliaco del “pres”); tra i proponenti, insieme al sindaco e a Peppe Pellegrino, della delibera di cui parliamo (punto segnato da Tranchida). Si attendono risvolti, perché potete giurarci che non tarderà ad arrivare qualche editoriale, un tweet, una catilinaria.
La replica di SportInvest QUI
















