La violenza del ciclone Harry che la scorsa settimana ha investito la Sicilia ha riportato con forza al centro del dibattito pubblico una questione non più rinviabile: la prevenzione e la sicurezza dei territori.
Secondo l’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Trapani e la Fondazione Architetti nel Mediterraneo “Francesco La Grassa”, eventi di questa portata non possono più essere letti come episodi eccezionali, ma come fenomeni destinati a ripetersi e ai quali il territorio deve rispondere con una pianificazione consapevole, infrastrutture resilienti e una gestione attenta del suolo, delle coste e dei sistemi idraulici.
Il presidente dell’Ordine, Gianfranco Naso, sottolinea come la crescente frequenza di eventi estremi renda imprescindibile una svolta nelle politiche pubbliche, affinché sicurezza del territorio, manutenzione delle opere esistenti e tutela del paesaggio diventino priorità assolute dell’agenda politica e amministrativa.
In questa prospettiva, la comunità degli architetti trapanesi si dichiara pronta a mettere a disposizione competenze tecniche e visione di lungo periodo, avviando un dialogo strutturato con Istituzioni e burocrazia per superare l’approccio emergenziale e costruire un modello di sviluppo più sicuro e sostenibile.
A rafforzare la richiesta di un cambio di paradigma è la presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo, Giuseppina Pizzo, che invita a considerare la ricostruzione non come una semplice risposta tecnica ai danni subiti, ma come un’opportunità culturale per ripensare il rapporto tra comunità, territorio e paesaggio, valorizzando la memoria dei luoghi e la responsabilità sociale.
In questo quadro di riflessione e proposta, l’Ordine e la Fondazione esprimono anche la più profonda solidarietà ai comuni, alle amministrazioni, ai cittadini e agli imprenditori della provincia di Trapani duramente colpiti dal ciclone, ribadendo una vicinanza umana e professionale a chi oggi affronta le conseguenze di un evento che ha segnato il tessuto economico e sociale del territorio.
Gli architetti trapanesi assicurano il proprio impegno perché la fase di ricostruzione diventi un’occasione concreta di rilancio e maggiore sicurezza, trasformando una tragedia in un punto di svolta per il futuro della provincia.

















