Castelvetrano saluta Mary Bonanno

Un silenzio carico di dolore ha avvolto questa mattina Castelvetrano dove si sono svolti i funerali di Mary Bonanno, la donna uccisa lo scorso 6 giugno dal marito nell’androne dell’abitazione familiare in via IV Aprile, dal marito Francesco Campagna che subito dopo si è tolto la vita.

La chiesa di Maria Santissima Annunziata non è riuscita a contenere la folla accorsa per l’ultimo saluto, una comunità ferita che ha voluto stringersi attorno alle tre figlie della coppia e alla madre di Mary.

A celebrare le esequie è stato don Rino Randazzo, parroco della comunità, affiancato da fra Giuseppe Pipitone della parrocchia Santa Lucia. Un rito sobrio, partecipato e profondamente segnato dall’emozione, nel quale non sono mancati momenti di riflessione e parole forti. “Mary era una delle volontarie della nostra parrocchia – ha detto don Rino durante l’omelia – faceva parte dell’équipe del centro d’ascolto, sempre pronta ad accogliere chi aveva bisogno. Ma nessuno si è accorto che anche lei aveva bisogno di essere ascoltata. Oggi le chiediamo scusa per non averlo capito”.

Il dramma di Mary Bonanno non è solo un fatto di cronaca, ma un grido che ha scosso la coscienza di un’intera comunità. La sua morte ha lasciato un vuoto profondo non solo nella famiglia, ma anche tra i tanti che l’avevano conosciuta nel suo impegno parrocchiale, nella sua disponibilità silenziosa, nella sua umanità discreta.

A rendere ancora più toccante la cerimonia è stata la lettura, da parte di don Rino, di una lettera scritta dalle figlie della coppia. “Ci hai insegnato ad amare – hanno scritto – ora non ci saranno più le tue videochiamate, ma porteremo sempre con noi la tua voce, i tuoi sorrisi, la tua forza”.

Un ricordo affettuoso è giunto anche dai due generi di Mary, che l’hanno definita “non una suocera, ma una seconda madre che ha saputo accoglierci con amore e ci ha dato luce”.

Durante la funzione, don Rino ha anche annunciato che la sala della Caritas parrocchiale sarà intitolata a Mary Bonanno, affinché il suo nome e il suo impegno rimangano un segno tangibile per chi continuerà a frequentare quei luoghi. Un gesto che vuole trasformare il dolore in memoria viva, in testimonianza.

Alla veglia di preghiera che si è tenuta nella serata di ieri ha partecipato anche il vescovo di Mazara del Vallo Angelo Giurdanella. Il presule ha scelto di sedere accanto alle figlie e alla madre di Mary, in segno di vicinanza e di solidarietà.

Castelvetrano oggi piange Mary Bonanno, ma nel farlo si interroga anche sulle responsabilità collettive, sulla necessità di ascoltare di più, di riconoscere il dolore nascosto, di non voltarsi dall’altra parte. In una società sempre più esposta alla violenza domestica e alla solitudine, la storia di questo ennesimo femminicidio resta una ferita aperta, ma anche un invito alla consapevolezza e all’attenzione.

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