Castelvetrano e la polemica sulla celebrazione di Giovanni Gentile

L’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Castelvetrano di celebrare Giovanni Gentile in occasione dei 150 anni dalla sua nascita, ha scatenato una dura reazione da parte di associazioni e partiti antifascisti.

Rifondazione Comunista e l’ANPI denunciano il rischio di una celebrazione “acritica” di una figura strettamente legata al fascismo mentre il Comitato per la Difesa della Costituzione di Trapani mette in dubbio la legittimità stessa di un tale tributo, richiamandosi ai valori della Resistenza e della Costituzione.

Filosofo e uomo politico, Gentile – originario di Castelvetrano – fu ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo Mussolini e autore della “Riforma Gentile” del sistema scolastico. La sua riforma privilegiava le discipline umanistiche rispetto a quelle tecnico-scientifiche, differenziando l’accesso all’istruzione tra le élite e le classi popolari.

Ma Gentile non fu solo un intellettuale. Fu un fervente sostenitore del fascismo, firmatario del Manifesto degli intellettuali fascisti, nel 1925, in cui giustificava anche l’uso della violenza da parte delle “squadracce” nere. Durante la Repubblica di Salò rimase fedele al regime, fino alla sua morte nel 1944, ucciso a Firenze dai partigiani.

Maurizio Acerbo, Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Susanna Caracci, del Circolo “Peppino Impastato” di Castelvetrano, hanno sottolineato l’impossibilità di scindere la figura di Gentile dal suo ruolo di complice dei crimini fascisti. Richiamano la sua difesa degli assassini di Giacomo Matteotti e la sua fedeltà al regime anche nei momenti più tragici della sua storia.

Il Comitato per la Difesa della Costituzione di Trapani contesta non solo il contenuto della celebrazione, ma il concetto stesso di commemorazione, pure se critica. Secondo il Comitato, la parola “celebrazione” implica un’esaltazione, un tributo che non può essere concessa a chi ha contribuito alla repressione del dissenso e alla persecuzione di antifascisti e partigiani: “Alcuna celebrazione – si legge nella nota diffusa alla stampa – può essere fatta ad un simile personaggio. Né la motivazione può essere che era un cittadino di Castelvetrano: anche Matteo Messina Denaro lo era, e certamente non si pensa assolutamente a celebrarlo, se non essendo collusi con la mafia, e se si celebra un ideologo fascista non si è per caso collusi con l’ideologia fascista?”.

“Vilmente assassinato proprio dagli antenati di chi oggi vorrebbe impedire alla sua città natale di ricordarlo e commemorarlo con gli onori che spettano di diritto ad un gigante della cultura italiana, conosciuto nel mondo intero. Non provano alcun tipo di vergogna, anche stavolta hanno perso occasione di tacere”. Così si legge in una nota di Casa Pound che ha annunciato la propria presenza alla manifestazione prevista a maggio a Castelvetrano nel giorno della nascita di Giovanni Gentile.

Il dibattito non è solo storico, ma profondamente politico. La domanda resta: è possibile separare il filosofo dall’ideologo del fascismo? O, come sostengono gli oppositori, commemorarlo significa implicitamente riabilitare un passato che la Costituzione repubblicana ha condannato?

L’Amministrazione Comunale di Castelvetrano non ha ancora risposto alle polemiche, ma la richiesta dei partiti e delle associazioni antifasciste è chiara: revocare l’iniziativa per evitare di dare spazio a interpretazioni che possano legittimare, anche indirettamente, un passato che l’Italia ha già condannato.

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