Castellammare del Golfo, approvata delibera sulla liceità dei fabbricati ante 1967

Approvata dal Consiglio comunale di Castellammare del Golfo una delibera che fa chiarezza sulla liceità dei fabbricati costruiti prima del 1967 sulla quale, da anni, era aperto un dibattito urbanistico. Il provvedimento prende atto di un parere legale reso in tema d’urbanistica che ne conferma la liceità.

«Fin dall’insediamento abbiamo dato indirizzo all’ufficio tecnico urbanistica di lavorare su questo aspetto e mettere finalmente un punto fermo su un delicato argomento riguardante la regolarità di gran parte delle costruzioni di Castellammare -affermano il sindaco Nicolò Rizzo e l’assessore all’Urbanistica Giuseppe Cruciata – dando una risposta chiara ai tecnici che operano nel nostro territorio e, quindi, ai nostri concittadini che attendevano da anni un pronunciamento del Comune su questo argomento».

«Come richiesto dal nostro Settore urbanistico – proseguono – abbiamo dato un incarico legale all’avvocato Nicola Messina per rendere un parere pro veritate mirato ad accertare la legittimità dei fabbricati esistenti realizzati in epoca antecedente alla legge 765/1967, anche in relazione all’eventuale non efficacia della delibera del Consiglio comunale n. 102 dell’8/12/1964 avente ad oggetto “nuovo regolamento edilizio”. Prima dell’entrata in vigore della legge 765/1967, infatti, era possibile costruire senza ottenere preventivo titolo abilitativo a condizione, però, che si trattasse di immobili realizzati fuori dai centri abitati e che il Piano regolatore comunale, ove esistente, non ne prescrivesse la necessaria acquisizione».

Il legale incaricato ha sottolineato che il Nuovo Regolamento edilizio adottato con delibera di Consiglio comunale n 102 dell’ 08/12/1964, non risulta essere mai divenuto efficace e operativo, tanto che la stessa delibera non risulta essere stata mai approvata all’Assessorato regionale Sviluppo Economico (in Sicilia, all’epoca, l’organo competente per l’approvazione definitiva dei regolamenti edilizi comunali) che in assenza di piano regolatore comunale, non prescriveva la necessità di alcun titolo abilitativo edilizio per gli immobili da realizzare all’esterno dei centri abitati, recitando, fra l’altro: “chiunque intenda eseguire nuove costruzioni edilizie ovvero ampliare quelle esistenti o modificare la struttura o l’aspetto dei centri abitati ed ove esista il piano regolatore comunale, anche dentro le zone di espansione di cui al n. 2 dell’art.7, deve chiedere apposita licenza al podestà del Comune”.