La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna nei confronti di Maria Angioni, ex sostituta procuratrice della Repubblica di Marsala, accusata del reato di false dichiarazioni al pubblico ministero.
La decisione è stata assunta dalla sesta sezione penale della Suprema Corte e chiude definitivamente il procedimento penale avviato in relazione alle dichiarazioni rese dalla magistrata nel 2021, in un contesto indirettamente collegato all’inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta nel 2004.
Angioni, che si occupò inizialmente delle indagini sulla sparizione della bambina, era stata chiamata a rispondere delle affermazioni rese al sostituto procuratore di Marsala Roberto Piscitello dopo alcune sue esternazioni televisive, avvenute quando, ormai da anni, non ricopriva più l’incarico di pm. La difesa, affidata agli avvocati Stefano Giordano e Giovan Battista Lauricella, ha accolto con soddisfazione la pronuncia della Cassazione, sostenendo che il processo fosse stato costruito con gravi violazioni procedurali e che la sentenza abbia ristabilito i principi di correttezza e indipendenza di giudizio.
Resta distinto da questo procedimento il processo per diffamazione in corso a Monza, dove Maria Angioni è imputata per alcune dichiarazioni rilasciate nel corso di un’intervista televisiva nei confronti dell’ispettore della Polizia di Stato Vincenzo Tumbiolo che presentò querela. In primo grado, a Marsala, l’ex pm è stata condannata a quattro mesi di reclusione, ma la Cassazione aveva successivamente annullato la sentenza disponendo il trasferimento del procedimento al Tribunale di Monza per competenza territoriale.

















