Entra nel vivo il percorso di attivazione delle Case di Comunità in provincia di Trapani, uno dei pilastri della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal decreto ministeriale 77/2022.
L’Azienda Sanitaria Provinciale ha annunciato l’avvio operativo di numerose strutture che vedranno il coinvolgimento diretto dei medici di Medicina generale. Dopo la convocazione dei medici per il reclutamento all’interno delle nuove sedi, la commissaria straordinaria dell’Asp di Trapani, Sabrina Pulvirenti, ha comunicato che sono già attive le Case di Comunità di Partanna, Salemi e Trapani-Erice. Da questa settimana diventano operative anche quelle di Marsala, Mazara del Vallo, Pantelleria, Castellammare del Golfo e Custonaci. «Si tratta di un passaggio fondamentale per l’attuazione concreta della riforma dell’assistenza territoriale – ha dichiarato Pulvirenti – che pone al centro la presa in carico globale della persona, la continuità assistenziale e l’integrazione tra tutti i professionisti della salute».
Le Case di Comunità saranno il punto di riferimento per i cittadini, integrando Medicina generale, specialistica ambulatoriale, servizi infermieristici, assistenza domiciliare e servizi socio-sanitari. L’obiettivo è offrire percorsi di cura più coordinati e vicini ai bisogni della popolazione, con particolare attenzione ai pazienti fragili e cronici.
Determinante, secondo l’Asp, l’accordo aziendale sottoscritto a febbraio con le organizzazioni sindacali della medicina generale, che ha consentito di coinvolgere i medici di famiglia nel nuovo modello organizzativo senza modificare il ruolo centrale dei tradizionali ambulatori territoriali.
Soddisfazione è stata espressa anche da Angelo Casano, segretario provinciale della FIMMG Trapani, che ha definito l’intesa «un risultato importante» capace di valorizzare il ruolo del medico di famiglia all’interno della rete territoriale. «Gli ambulatori dei medici di medicina generale continueranno a rappresentare il primo e più capillare presidio di prossimità per i cittadini – ha spiegato Casano –. La presenza nelle Case di Comunità non sostituisce l’attività svolta quotidianamente negli studi medici, ma la integra all’interno di una rete multiprofessionale in grado di garantire percorsi assistenziali più efficaci».

















