Caro traghetti, Confesercenti contro il ritorno del rincaro del 18%

Torna al centro dello scontro il costo dei collegamenti marittimi con le isole minori siciliane.

Confesercenti Trapani, Confesercenti Isole Minori e Confesercenti Sicilia intervengono duramente dopo la comunicazione della Società Navigazione Siciliana sul ripristino, a partire da oggi, dell’aumento del 18% sulle tariffe dei collegamenti statali Siremar, distinguendo quindi il provvedimento dalle corse marittime di competenza regionale.

Le organizzazioni, attraverso i presidenti Giuseppe Mineo e Vittorio Messina, parlano di una nuova “stangata” e denunciano quello che considerano un passo indietro rispetto alle rassicurazioni fornite durante l’estate dalla Regione. La sospensione dell’incremento tariffario era stata presentata come un periodo utile per individuare una soluzione definitiva, ma il congelamento si è rivelato soltanto temporaneo: la delibera 323 della Giunta regionale ha assicurato la copertura solo per i mezzi veloci regionali, mentre la 324 ha rappresentato un atto di indirizzo in prospettiva del 2027, senza determinare una copertura finanziaria esecutiva per la convenzione statale.

La preoccupazione delle associazioni di categoria riguarda soprattutto l’impatto economico sulle comunità isolane e sulle attività imprenditoriali. Confesercenti sottolinea infatti che il nuovo incremento del 18%, secondo i propri calcoli, si aggiunge all’aumento del 56% già intervenuto sulle tratte statali dal giugno 2022, in un quadro segnato anche dalla riduzione di alcune corse. Per l’organizzazione di categoria, i collegamenti marittimi non possono essere considerati un servizio accessorio, ma costituiscono una vera infrastruttura essenziale per residenti, lavoratori, imprese e turismo. A pesare, secondo Confesercenti, è anche l’incertezza determinata dal susseguirsi di annunci, sospensioni e successivi aumenti, che renderebbe più difficile la programmazione delle imprese turistiche e rischierebbe di compromettere l’immagine e la competitività delle destinazioni insulari. “Questo continuo dietrofront crea un danno reputazionale ed economico incalcolabile per le nostre comunità e per le imprese che rappresentiamo. L’incertezza sui trasporti distrugge la competitività delle nostre destinazioni”, dichiarano Mineo e Messina, sostenendo che le rassicurazioni ricevute durante l’estate non abbiano prodotto gli effetti auspicati.

Confesercenti torna quindi a sollecitare un intervento congiunto della Regione Siciliana e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per congelare gli aumenti sulle tratte statali, insieme al reintegro nei Piani economico-finanziari delle corse statali soppresse dal 2022. L’associazione chiede, inoltre, chiarezza sulle coperture e sui trasferimenti statali, l’estensione delle tutele tariffarie ai pendolari del settore privato e l’apertura di un tavolo tecnico-politico permanente presso l’Dssessorato regionale, oltre a un’audizione in Commissione all’Ars sui capitolati dei futuri bandi quinquennali.

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