Caro-materiali, allarme Ance Sicilia: rischiano lo stop 755 cantieri

È un quadro estremamente critico quello delineato da Ance Sicilia, l’associazione dei costruttori edili nell’Isola, che lancia un nuovo allarme sul caro-materiali e sulle ripercussioni che la mancata copertura dei maggiori costi sta producendo sui cantieri dell’Isola.

L’associazione di categoria segnala che in Sicilia sono 755 gli interventi attualmente in corso che non dispongono di adeguamento prezzi, per un valore complessivo di 14,2 miliardi di euro. Di questi, 273 cantieri, pari a 4,4 miliardi, riguardano progetti finanziati dal PNRR, quindi cruciali per gli obiettivi di modernizzazione e sviluppo fissati a livello europeo e nazionale.

Secondo le elaborazioni su dati Cnce Edilconnect del Centro studi di Ance nazionale, la Sicilia è la regione più esposta d’Italia, rappresentando da sola il 15% del totale degli importi non coperti, superando persino la Lombardia (13%). A preoccupare non è soltanto l’assenza di coperture per il 2025 e il 2026, ma anche i forti ritardi nei pagamenti dei ristori relativi agli aumenti degli anni precedenti.

Ance Sicilia ricorda che il fenomeno non può essere considerato superato: secondo l’Istat, i prezzi di realizzazione delle opere pubbliche risultano aumentati del 30% rispetto ai parametri dei prezzari vigenti al momento delle gare. Ad incidere sono soprattutto i rincari dei materiali da costruzione, che rispetto al periodo pre-Covid rimangono su livelli elevatissimi: acciaio +30%, bitume +49%, rame +65%. Un quadro che sta erodendo la sostenibilità economica delle imprese, costrette a anticipazioni finanziarie non più sostenibili.

«Se non saranno stanziate risorse adeguate e non verrà prorogata la misura al 2026, diventerà impossibile garantire la continuità dei lavori: siamo di fronte a una vera emergenza», afferma il presidente di Ance Sicilia, Salvo Russo. Il rischio è quello di una paralisi della filiera, con pesanti ricadute sugli obiettivi del Pnrr, sul tessuto produttivo e sui livelli occupazionali.

«Chiediamo alla Regione, ai partiti, ai gruppi parlamentari dell’Ars, ai deputati e ai senatori eletti in Sicilia, così come ai sindacati, di farsi portavoce presso governo e Parlamento nazionali della necessità di adottare subito le misure finanziarie indispensabili a garantire la prosecuzione dei lavori e la loro puntuale realizzazione», prosegue Russo.

Senza interventi immediati, avverte l’associazione, l’impatto sarebbe devastante su uno dei settori che negli ultimi anni ha maggiormente contribuito alla crescita del Pil regionale. Ance Sicilia ribadisce quindi l’urgenza di un provvedimento nazionale che assicuri la copertura dei costi reali di costruzione, salvaguardando opere, imprese e occupazione.

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