Caro carburanti, nel Trapanese diesel oltre i 2,13 euro

Il caro carburanti torna a pesare sulle famiglie e la situazione riguarda da vicino anche Trapani e la sua provincia. Il Codacons lancia l’allarme sui nuovi aumenti registrati alla pompa e chiede a Governo e Parlamento un intervento strutturale su accise, fiscalità e controlli nella formazione dei prezzi.

I dati nazionali diffusi oggi, martedì 25 agosto, dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano per la modalità self una media di 2,015 euro al litro per la benzina e 2,136 per il gasolio. In autostrada si sale rispettivamente a 2,091 e 2,207 euro.

In Sicilia la situazione è ancora più pesante soprattutto per chi utilizza vetture diesel: secondo l’elaborazione fornita dal Codacons, il gasolio self raggiunge nell’Isola 2,153 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,025 euro. Entrambi i valori risultano superiori alla media nazionale.

Nel Trapanese il quadro cambia sensibilmente da distributore a distributore. Per la benzina self, gli ultimi dati disponibili su scala provinciale indicano una media di circa 2,033 euro al litro, con valori rilevati tra 1,989 e punte molto più elevate. Il dato provinciale è calcolato su 132 impianti e sulle comunicazioni dei gestori trasmesse al Mimit.

Guardando più specificamente al capoluogo, le rilevazioni basate sui dati ministeriali indicavano alla vigilia di oggi una benzina self attorno a 2,012 euro e un gasolio a 2,137. Per quest’ultimo carburante la forbice osservata a Trapani andava da circa 2,072 a 2,169 euro al litro.

Le comunicazioni più recenti dei singoli impianti confermano il livello raggiunto. Questa mattina, ad esempio, in una stazione di via Conte Agostino Pepoli a Trapani risultavano comunicati 2,019 euro al litro per la benzina self e 2,139 per il diesel. Con il servizio effettuato dall’operatore i prezzi indicati salivano rispettivamente a 2,229 e 2,349 euro.

Non mancano però possibilità di risparmio scegliendo l’impianto. Tra i prezzi della benzina comunicati recentemente al Mimit nel territorio di Trapani figurano valori self di 1,989 euro in via Marsala e di 1,997 sul lungomare Dante Alighieri, mentre altri distributori hanno già superato quota due euro.

Una differenza di pochi centesimi al litro che diventa significativa moltiplicata per un pieno e per i rifornimenti effettuati durante l’anno. Il problema è ancora più rilevante in una provincia nella quale l’automobile rimane essenziale per molti spostamenti quotidiani tra i Comuni, per raggiungere il posto di lavoro e per le famiglie che non dispongono di alternative di trasporto adeguate.

Il Codacons chiede quindi una riforma della fiscalità sui carburanti che riduca progressivamente il peso delle accise, superando la logica degli interventi temporanei adottati durante le fasi di emergenza.

L’associazione dei consumatori sollecita anche un piano nazionale di vigilanza sulla formazione dei prezzi lungo l’intera filiera. Eventuali anomalie, secondo il Codacons, dovrebbero essere sottoposte rapidamente all’attenzione dell’Antitrust, della Guardia di Finanza e delle altre autorità competenti per verificare possibili pratiche scorrette o fenomeni speculativi.

C’è poi una seconda conseguenza che riguarda direttamente il potere d’acquisto. Il rincaro del diesel aumenta infatti i costi dell’autotrasporto e della distribuzione delle merci e rischia quindi di trasferirsi sui prezzi dei prodotti nei negozi e nei supermercati. Per una realtà insulare come la Sicilia il pericolo, secondo l’associazione, è quello di pagare il caro carburanti due volte: prima al distributore e successivamente alla cassa.

Il Codacons annuncia infine la disponibilità a una mobilitazione nazionale dei consumatori qualora non arrivassero risposte concrete. La richiesta è quella di intervenire contemporaneamente su pressione fiscale, trasparenza della filiera e controlli, mentre anche nel Trapanese benzina e soprattutto diesel continuano a mettere sotto pressione il bilancio di automobilisti e famiglie.

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