Questa mattina il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e vicecapogruppo alla Camera dei deputati Marco Grimaldi ha effettuato una visita ispettiva a sorpresa allaa Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani.
Era accompagnato dal segretario regionale di Sinistra Italiana Pierpaolo Montalto, anche avvocato penalista.
L’iniziativa è nata in risposta alle recenti denunce sindacali riguardanti le gravi condizioni lavorative degli agenti di Polizia Penitenziaria e lo stato igienico-strutturale fortemente degradato della struttura.
Al termine della visita, i due rappresentanti hanno rilasciato dichiarazioni durissime, definendo la situazione di illegalità sistemica e invocando un intervento urgente delle Autorità nazionali e regionali.
Per ascoltare cosa ha detto Grimaldi in una intervista telefonica al nostro direttore schiaccia PLAY
Già all’uscita dal carcere il deputato ha denunciato un quadro allarmante: «Questi 40 gradi, il black-out che ci ha appena trattenuto all’uscita, le “macerie” umane e fisiche: rifiuti ovunque, colonie di topi e scarafaggi. Ma soprattutto – ha aggiunto – condizioni invivibili per chi non dovrebbe nemmeno essere qui, per motivi psichiatrici o sanitari».
Il parlamentare ha parlato di celle sovraffollate, fino a cinque persone in spazi angusti, “forni” in piena estate, e di un’organizzazione carceraria in cui si cena alle tre del pomeriggio e si fa l’ora d’aria sotto il sole cocente, tra le 13 e 15. «È possibile? È legale? Lo Stato non può insegnare la legalità in un luogo che legale non è», ha detto con forza.

Anche Pierpaolo Montalto ha tracciato un quadro durissimo: «Questa struttura è un non-luogo, privo delle minime condizioni strutturali per un trattamento dignitoso. Abbiamo trovato immondizia, escrementi di topo, acqua sporca, carenza d’acqua, celle soffocanti. Ma soprattutto, abbiamo incontrato detenuti che non dovrebbero trovarsi in carcere: psichiatrici gravi, persone imbottite di psicofarmaci, pazienti in attesa da mesi di visite SERT mai effettuate».
Un’altra denuncia riguarda una protesta dei detenuti che sarebbe stata etichettata come “rivolta carceraria” e finita con un procedimento penale: «È inaccettabile – ha dichiarato Montalto – che una semplice protesta per condizioni igienico-sanitarie vergognose venga trasformata in una imputazione penale. Qui lo Stato fallisce nel garantire i diritti fondamentali, giuridici e costituzionali dei detenuti.»
Entrambi hanno sottolineato che il problema non è solo la carenza di organico della Polizia Penitenziaria, ma anche la totale mancanza di figure educative, sociali e professionali. «Il carcere non può vivere solo di agenti – ha ribadito Grimaldi – serve chi insegna un mestiere, chi accompagna un percorso di reinserimento. Altrimenti, qui dentro, si peggiora solo.»
Infine, i due esponenti politici hanno annunciato che porteranno il caso al Ministero della Giustizia, al DAP e alla Regione Siciliana, chiedendo verifiche urgenti e l’adozione di misure alternative alla detenzione per i soggetti più fragili, in particolare con doppia diagnosi (dipendenza e disturbi mentali).
A breve pubblicheremo una intervista audio rilasciata dai due esponenti politici al nostro direttore
















