Capitale Italiana della Cultura 2022: Tranchida chiede unità ai sindaci finalisti

Tranchida ci prova. Il “piano” per rendere tutte e 10 le finaliste Capitale della Cultura italiana 2022 prende sempre più forma e questa volta il primo cittadino di Trapani ha preso foglio e calamaio per scrivere ai sindaci di Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Procida, Taranto, Verbania e Volterra.

Lo scorso martedì i sindaci finalisti si sono riuniti per valutare unitariamente strategie sistemiche che, a maggior ragione, la drammaticità della fase pandemica e la crisi profonda in cui versano il settore della cultura, del turismo e delle imprese creative rendono sempre più necessarie.

“Si tratta di uno sforzo di condivisione – scrive Giacomo Tranchida – che, nella proposta del Comune di Cerveteri, prevede un patto tra le dieci città finaliste teso a sviluppare un itinerario unico che venga inserito come azione in tutti i dossier che le finaliste devono discutere in vista della selezione finale. L’esito di questo percorso è di avere comunque una sola Capitale Italiana della Cultura per il 2022. Il nostro Comune, che pure apprezza e ha dato la sua disponibilità al Patto proposto da Cerveteri, anche quale buona prassi strategica da perseguire in ogni occasione atteso il notevole impegno partecipativo che sottende ogni candidatura, vista l’attuale fase pandemica, ha rilanciato con una proposta che nasce dall’esigenza di trovare una risposta straordinaria a un momento e ad una sfida straordinaria: finanziare tutte e dieci le finaliste per avere 10 Capitali Italiane della Cultura nel 2022”.

Tranchida ipotizza anche la copertura finanziaria. “Una proposta peraltro compatibile con le risorse disponibili (si pensi alle risorse di REACT EU oltre a quelle del Recovery Fund), coerente con la visione che ha ispirato da sempre la scelta della Capitale Italiana della Cultura (usare la cultura come leva per il rilancio dell’attrattività del Paese; azione peraltro strategica per re-immaginare il rapporto tra territori nazionali, comunità cittadine italiane e promuovere in maniera sinergica lo sforzo per il perseguimento del plurale benessere nell’era pandemica quale volano unitario per sostenere la competitività delle filiere creative e produttive), necessaria per una risposta strutturale, e non solo congiunturale, per la ripresa della cultura e dell’economia dei nostri territori”.

Il sindaco de L’Aquila ha già dato il suo ok, il 9 dicembre ci sarà un nuovo incontro. E li si vedrà chi ci sta o no.