Brutto spettacolo in Consiglio comunale, spaccature su Daspo urbano: capolinea vicino?

Lo spettacolo non è stato dei migliori. Più di cinque ore per approvare un regolamento, quello di attuazione delle misure a tutela del decoro urbano: il cosiddetto Daspo urbano. Probabilmente in un’aula meno selvaggia il regolamento avrebbe potuto essere approvato in meno di due ore: cinque articoli votati singolarmente.
Emendamenti, contro-emendamenti, sub-emendamenti: tanta confusione e voglia di mettersi in mostra da parte di alcuni consiglieri con battute, sorrisini, incazzature e prese di posizione allo scopo di mostrare una superiorità (apparente o no).

Senza distinzioni sugli appartenenti, senza distinzioni sui gruppi, che siano di destra o di sinistra. Un “tutti contro tutti”, anche se i 19 della maggioranza dovrebbero tirare la volata all’amministrazione.

Una maggioranza che appare divisa al suo interno con le diverse anime presenti al suo interno che si scontrano su un terreno di lotta puramente personale. Lo scudo di Giacomo Tranchida comincia a scricchiolare, il presidente Giuseppe Guaiana ha difficoltà a mantenere il controllo e alcuni consiglieri ne approfittano. I tempi si allungano, le pause diventano interminabili e il Consiglio, che fino a oggi è stato tra i più produttivi della storia della città, si trova ad un bivio. Spaccarsi o compattarsi?

I cittadini sono lontani dai palazzi della politica e gli scontri affiorano attraverso i commenti inviperiti dei consiglieri. Uno show degno del peggior trash televisivo. Tutto ciò che in questi mesi è stato “nascosto” sotto il tappeto piano piano sta emergendo.

Può questa maggioranza continuare in questo modo? Riuscirà Giacomo Tranchida attraverso le nuove nomine assessoriali a mantenere il controllo?
Lo scontro presto potrebbe portarsi su ciò che è l’atto più importante: il bilancio di previsione che ancora non è stato presentato all’esame del Consiglio da parte della Giunta. E se un regolamento, importante, ma decisamente “blindato” (perché, di fatto, scritto a tavolino con la Questura di Trapani) ha creato discussioni per cinque  ore, è difficile immaginare quanto tempo possa servire per un atto così complesso e decisivo.

Sarebbe opportuno, per il bene di Trapani, che determinati spettacoli non si svolgessero durante i Consigli: far politica non è facile ma i consiglieri dovrebbero ricordarsi del ruolo fondamentale che svolgono. E soprattutto che rappresentano i cittadini che li hanno votati.