Bollette pazze, Konsumer e Codici: “Continueremo a impugnare le fatture irregolari”

ARERA, ovvero la massimo autorità nel settore idrico, ha riconosciuto la validità delle ragioni delle due associazioni di consumatori

A seguito delle molteplici istanze di annullamento dei canoni idrici relativi all’anno 2017, Konsumer Sicilia e Codici Trapani, unitamente ad altre sigle e professionisti, sono state convocate, dalla governance dell’Ente Acquedotti Siciliani, lo scorso 18 gennaio, a intervenire nel corso di un incontro virtuale che, a dire di quest’ultimo, avrebbe meglio chiarito la propria posizione.

“Pensavamo, evidentemente a torto, che fosse la volta buona che l’Ente somministratrice del servizio idrico, riconoscesse, finalmente, la bontà delle nostre argomentazioni – affermano Giancarlo Pocorobba per Konsumer Sicilia e Vincenzo Maltese per Codici Trapani – , ovvero che tutte le fatture relative al citato periodo (così come quelle del 2015 e del 2016) fossero da considerarsi incontrovertibilmente prescritte alla luce della Legge di bilancio 2018 che, com’è noto, per tutte le fatture idriche con scadenza successiva all’1 gennaio 2020, ha ridotto il termine prescrizionale da cinque a due anni. Nulla di tutto ciò è avvenuto, con l’EAS che null’altro ha aggiunto, a dire il vero, rispetto alle recenti corrispondenze, laddove ha precisato di rimanere in attesa degli organi consultivi all’uopo interessati così da assumere i provvedimenti consequenziali”.

“Abbiamo contestato, con fermezza, tale posizione – continuano i due rappresentati – , nell’ovvia considerazione che la stessa ARERA, ovvero la massimo autorità nel settore idrico, ha riconosciuto la validità delle nostre ragioni, cosicché si rivelerebbe pleonastico, a nostro avviso, prorogare una situazione di incertezza del tutto illogica ed immotivata, peraltro confermata dalle prime sentenze emesse dal Giudice di Pace di Trapani che hanno dato ragione ai contribuenti”.

Konsumer Sicilia e Codici Trapani si riservano “ogni più azione di legge a tutela dei diritti dei rispettivi iscritti, anche avvalendosi delle eventuali sedi giudiziarie, così da porre fine a una vicenda il cui protrarsi, nonostante la chiarezza delle disposizioni normative richiamate, non può più essere tollerato”.