Blocco dei tir in Sicilia, scaffali vuoti nel Trapanese e trasporto pubblico a rischio

Cominciano a farsi sentire anche in provincia di Trapani le conseguenze dello sciopero degli autotrasportatori siciliani contro il caro carburante. In alcuni supermercati si registrano le prime carenze di prodotti dovute ai rallentamenti nelle consegne che stanno creando difficoltà alla distribuzione delle merci.

La situazione resta per il momento circoscritta e non si parla di un’emergenza alimentare generalizzata, ma cresce la preoccupazione per il possibile prolungamento della protesta. Le difficoltà negli approvvigionamenti vengono segnalate soprattutto nelle province di Trapani e Messina, dove alcuni punti vendita non riescono a rifornire regolarmente gli scaffali. Il fermo degli autotrasportatori è previsto fino a domani, martedì 20 ottobre, giornata nella quale è programmato a Milano un incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Il confronto, tuttavia, non garantisce automaticamente la conclusione della mobilitazione. I rappresentanti della protesta chiedono impegni concreti e scritti e non escludono, in assenza di un accordo, di proseguire il blocco fino al 27 ottobre.

Al centro della vertenza c’è soprattutto l’aumento del prezzo del gasolio, che secondo gli operatori rende sempre più difficile sostenere i costi dei trasporti, aggravati in Sicilia dalle spese per i collegamenti marittimi. Salvatore Bella, portavoce del Comitato trasportatori siciliani, ha chiesto una riduzione del costo del carburante di 30-40 centesimi al litro, anche attraverso strumenti come il credito d’imposta.

Nelle ultime ore è arrivata un’apertura sul fronte dei prodotti ortofrutticoli: il Comitato ha annunciato la disponibilità a favorire da oggi la ripresa del trasporto di frutta e verdura attraverso lo Stretto di Messina, per evitare che la merce conservata nelle celle frigorifere possa deteriorarsi. Si tratta però di una misura limitata, che non comporta la sospensione generale della protesta.

Preoccupazioni emergono anche per il trasporto pubblico. Anav Sicilia ha segnalato difficoltà nei rifornimenti di gasolio per alcune aziende di autobus urbani ed extraurbani, con scorte che potrebbero non essere sufficienti in caso di prolungamento del blocco. Il presidente dell’associazione, Antonio Graffagnini, ha avvertito che, senza una ripresa delle consegne, le imprese potrebbero essere costrette a concentrare il carburante disponibile sui collegamenti essenziali, in particolare quelli utilizzati da studenti e lavoratori. Al momento non è stato annunciato uno stop generalizzato dei servizi, ma il rischio di riduzioni delle corse viene considerato concreto dagli operatori.

La protesta degli autotrasportatori si intreccia inoltre con quella degli agricoltori, anch’essi alle prese con l’aumento dei costi di produzione. Nel fine settimana un corteo di trattori ha attraversato la statale 624 Palermo-Sciacca, nella Valle del Belice, con la partecipazione anche di mezzi provenienti dal Trapanese. Manifestazioni si sono svolte anche a Caltagirone e Gela.

Sul fronte istituzionale, il presidente della Regione Renato Schifani ha avviato interlocuzioni con il ministro Salvini, annunciando risorse regionali a sostegno del comparto.

Anche Anci Sicilia, attraverso il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano, ha chiesto un intervento urgente del Governo nazionale per ridurre temporaneamente le accise sui carburanti e contenere le ripercussioni economiche della protesta. L’associazione dei Comuni sollecita inoltre un contributo della Regione, anche attraverso le risorse disponibili nell’avanzo di amministrazione.

L’attenzione è ora concentrata sull’incontro di martedì 20 ottobre, quando il ministro Salvini riceverà in mattinata le associazioni nazionali e i sindacati e nel pomeriggio i rappresentanti dei gruppi spontanei, compresi quelli siciliani. Dall’esito del confronto dipenderà la possibile prosecuzione della mobilitazione, mentre imprese, commercianti e cittadini iniziano a fare i conti con le conseguenze del blocco sulla distribuzione delle merci e sui servizi di trasporto.

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