Bare in attesa di sepoltura, scontro tra la consigliera Garuccio e l’assessore Romano

Risolti i problemi del personale al Comune di Trapani, le 80 bare in attesa presto verranno seppellite

Sono circa 80 la bare in attesa di sepoltura al Cimitero comunale di Trapani. Non si può parlare, però, di emergenza. Infatti, i loculi ci sono. Il ritardo nasce dal sovraccarico avvenuto a fine dello scorso anno ma viene sopperito grazie al completamento del secondo piano dell’edificio cimiteriale ubicato nella zona dei campi di inumazione.
Inoltre, la carenza di personale non ha aiutato sebbene, anche questa, ora sia stata risolta. “A seguito dell’andata in quiescenza di 2 unità di personale – afferma l’assessore Ninni Romano – si è provveduto a sopperire tale carenza con altre 2 unità, per un totale di 5 addetti alla sepoltura delle salme che sono stati per altro opportunamente formati per svolgere l’attività di necroforo”.
Nei giorni passati, forti sono state le discussioni tra la consigliera Anna Garuccio e l’assessore Romano riguardo il Cimitero.
“Nonostante le segnalazioni, le mie interpellanze e gli interventi seppur tardivi dell’Amministrazione – affermava la consigliera Garuccio – , la situazione del Cimitero della Città di Trapani risulta essere ancora grave. Prima mancavano gli affossatori, poi gli estumolatori, poi sono stati trovati gli estumolatori ma mancano i tompagnatori. L’ufficio mi dice che forse da martedì riprenderanno il servizio. Una politica assolutamente incapace di provvedere alle dinamiche quotidiane”.
“A differenza di quanto sostenuto dalla consigliera comunale – risponde Ninni Romano – non c’è stata nessuna vacazio nelle attività cimiteriali a causa di presunte assenze di tompagnatori, in quanto nei due giorni di subentro della nuova ditta addetta a tale attività con quella uscente si è provveduto alla tumulazione delle salme nelle cappelle private e delle urne contenenti le ceneri delle salme cremate”.
Lo scontro tra i due, inoltre, si è spostato sul regolamento. “Il regolamento parla chiaro: tutti i cittadini hanno la possibilità di scegliere di essere seppelliti a terra, a maggior ragione se a lasciarlo detto sia il defunto prima di morire” tuona Garuccio.
Il regolamento dice che “In carenza di fosse di inumazione e nelle more della loro realizzazione, è consentita l’inumazione solo delle salme dei defunti appartenenti a famiglie che si trovano in stato di totale indigenza, accertata dal Servizio Sociale”.
Per Romano “L’Amministrazione comunale con delibera ha modificato l’articolo 30 del Regolamento prevedendo un costo per l’inumazione delle salme da parte di detti non indigenti maggiore rispetto agli indigenti al fine di contenere le richieste delle medesime inumazione e soddisfare così le esigenze dei più disagiati”.