Banca d’Italia e Trapani Calcio, il filo che unisce le operazioni a René De Picciotto

Le due operazioni sono strettamente collegate: la risposta di Tranchida è di apertura, soprattutto per quanto riguarda il Palazzo della Banca d'Italia di piazza Scarlatti

Business is business. Al centro della possibile discesa in campo per il Trapani dell’imprenditore René De Picciotto c’è sempre e solo il Palazzo della Banca d’Italia. L’ex sede di piazza Scarlatti, infatti, è stata messa in vendita dalla stessa Banca d’Italia. Il finanziere naturalizzato svizzero, ha comunicato che “lo stesso istituto bancario ha approvato la proposta e il progetto presentati, che ha comportato il versamento di una caparra pari al dieci per cento del costo complessivo. Il completamento dell’operazione, a questo punto, è subordinato a due aspetti: il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, di competenza del Comune di Trapani, e il parere positivo della Sovrintendenza competente”.

Insomma, la palla ora passa al Comune che sa come il Palazzo della Banca d’Italia sia legato nel business plan della rinascita della società calcistica granata: business is business. O entrambi, o niente. Quello di De Picciotto è uno schema già visto e vincente. A Lecce, dove è il socio di maggioranza della squadra di calcio, De Picciotto ha investito circa 40milioni di euro nel 2019 nell’acquisto di masserie, lidi, teatri e palazzi storici in Puglia.

Poi l’operazione Palazzo dell’ex Banco di Napoli, molto simile al Palazzo della Banca d’Italia di Trapani. Secondo il giornale LeccePrima, il magnate che oggi possiede sette alberghi in Svizzera e Francia, un centro commerciale a San Pietroburgo e ha in rampa di lancio 20 alberghi low cost negli Usa. Insomma, il giro d’affari è enorme.

“Auspicando che nulla possa impedire il compimento di questi atti – scrive De Picciotto in una nota -, il prossimo passo è poi quello del versamento di un ulteriore venti per cento del costo complessivo, per procedere successivamente alla stesura dell’atto del passaggio di proprietà. In considerazione di tutto questo, rimane confermata la possibilità di dare seguito alla manifestazione di interessi presentata a suo tempo, per assumere la proprietà del nuovo Trapani Calcio. Si attende, quindi, la pubblicazione del bando del Comune di Trapani”.

Dal suo punto di vista, il Comune risponde direttamente con il primo cittadino che sottolinea che “sebbene vi siano state diverse interlocuzioni fra l’imprenditore De Picciotto ed i suoi rappresentanti con l’ufficio Urbanistica del Comune di Trapani – così come da prassi per qualsivoglia e ben accolto imprenditore interessato ad investire in città -, ad oggi nessun progetto riguardante l’immobile dell’ex Banca d’Italia è stato inoltrato al Comune. Qualsiasi pronunciamento formale degli uffici comunali resta, pertanto, subordinato all’effettiva presentazione del progetto medesimo. Ad ogni buon conto, ad un primo esame della prospettata iniziativa imprenditoriale non appaiono al momento emergere fatti ostativi in merito”.

Riguardo il bando del Trapani Calcio, invece, Giacomo Tranchida scrive che “è stata debitamente avviata interlocuzione con il Libero Consorzio di Trapani circa il possibile utilizzo dello stadio provinciale, nel rispetto della regolamentazione di settore. Al definitivo ed ormai imminente riscontro verrà reso pubblico l’avviso per la manifestazione d’interesse per il titolo calcistico”.