Nei giorni scorsi abbiamo dato spazio alla testimonianza della zia di un bambino di due anni che, per quanto asserito dai familiari, ha dovuto essere condotto al Pronto Soccorso di Trapani alcune ore dopo la somministrazione di due vaccini.
Questa la replica giunta oggi dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani.
“Il direttore dell’U.O.C. SPEMP Gaspare Canzoneri e il responsabile dell’U.O.S. Profilassi delle Malattie infettive e Strategie vaccinali Vincenzo Di Gaetano, ritengono fondamentale fornire alcuni chiarimenti, nel pieno rispetto della verità e del diritto all’informazione.
La salute di un bambino è una questione seria che merita ascolto, professionalità e accompagnamento medico adeguato. In primis, è importante sottolineare che eventi avversi gravi correlabili ai vaccini sono estremamente rari e sono costantemente monitorati dal Servizio Sanitario Nazionale, secondo rigorosi protocolli internazionali.
In questa particolare circostanza, il personale sanitario ha esclusivamente fornito supporto informativo alla famiglia, senza alcuna pressione, minaccia o intimidazione, limitandosi a una semplice chiamata di invito alla vaccinazione e fissando un appuntamento.
La co-somministrazione di vaccini è una pratica riconosciuta al livello internazionale, non solo a scopo organizzativo, ma anche di sicurezza ed efficacia vaccinale. In presenza di una storia personale di convulsioni, vengono adottate, di routine, particolari precauzioni in fase di somministrazione, che tuttavia non riguardano i vaccini co-somministrati al bambino nel caso in oggetto.
Vogliamo, inoltre, chiarire che non esiste alcun meccanismo, né normativa, che imponga il coinvolgimento dei servizi sociali in caso di dissenso informato alla vaccinazione. L’ASP invece procede, secondo le norme (Legge n.119/2017), solo a un colloquio informativo rivolto esclusivamente a chi non completa il ciclo vaccinale. Si precisa però che è prevista la decadenza dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia per chi non rispetta gli adempimenti vaccinali.
Diffondere affermazioni potenzialmente fuorvianti può generare confusione e ingiustificato allarme, minando la fiducia nei programmi vaccinali. Il nostro invito è a mantenere un dialogo trasparente e fondato su fatti verificati, prima della pubblicazione. Nell’esprimere, in ogni caso, la nostra sincera vicinanza alla famiglia coinvolta, rimaniamo a disposizione per un confronto basato su dati attendibili, nella consapevolezza che un dialogo rispettoso rappresenta un requisito imprescindibile per la tutela della salute pubblica”.

















