Esenzione dagli oneri concessori per tutto il 2026 a favore dei gestori dei lidi balneari siciliani duramente danneggiati dal ciclone Harry.
La norma è stata approvata dall’Assemblea regionale siciliana su proposta dell’assessora al Territorio e ambiente Giusi Savarino e dispone di una dotazione finanziaria complessiva di circa 10 milioni di euro.
La misura rappresenta il primo intervento strutturato a sostegno delle imprese balneari che hanno subito gravi danni a seguito degli eventi meteorologici estremi che hanno interessato vaste aree costiere dell’Isola. Secondo Savarino, si tratta di un segnale di attenzione concreto verso territori e attività economiche messi in ginocchio dal ciclone, inserito in un percorso più ampio di sostegno che il governo regionale intende rafforzare nelle prossime settimane.
L’esecutivo regionale sta, infatti, lavorando a ulteriori misure di supporto, anche attraverso il coinvolgimento di Irfis FinSicilia, la finanziaria regionale, per sostenere le imprese che hanno registrato forti perdite economiche e limitare l’impatto sul fatturato.
La Regione intende anche avviare un’interlocuzione con il governo nazionale per ottenere deroghe finalizzate a dimezzare i tempi delle autorizzazioni ambientali necessarie agli interventi di ricostruzione e alle opere di mitigazione a tutela delle coste siciliane. In quest’ottica, Savarino ha annunciato l’attivazione di una specifica sottocommissione in seno alla Commissione tecnica specialistica, con l’obiettivo di accelerare al massimo le procedure.
Un altro passaggio ritenuto fondamentale riguarda il differimento delle scadenze delle concessioni balneari che la Regione chiederà formalmente allo Stato. La proroga, secondo l’assessora, è indispensabile non solo per consentire agli operatori di ammortizzare gli investimenti necessari alla ripresa delle attività, ma anche alla luce delle modifiche sopravvenute ai Piani di Utilizzo del Demanio Marittimo, in aree costiere che hanno subito cambiamenti morfologici tali da rendere necessaria una nuova pianificazione. In diversi casi, ha sottolineato Savarino, le aree finora destinate alle imprese balneari non esistono più e i tempi tecnici per ridefinire la pianificazione non risultano compatibili con la scadenza delle concessioni fissata al 2027.















