Un atto d’accusa duro quello lanciato dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi contro l’ASP di Trapani e l’Assessorato regionale alla Salute, rei – a suo dire – di prolungare colpevolmente l’inerzia istituzionale sulla delicata questione del futuro di “Villa Betania”, centro specializzato per l’autismo con sede a Valderice.
A due settimane dalla scadenza del 30 aprile, termine indicato come decisivo per il proseguimento delle attività del centro, Ciminnisi denuncia il silenzio assordante dell’Azienda Sanitaria e l’assenza di risposte concrete nonostante l’audizione tenutasi due mesi fa in Commissione Salute e un recente sollecito formale inviato all’assessora Daniela Faraoni e al direttore facente funzioni dell’ASP Danilo Faro Palazzolo.
“Non parliamo di procedure – afferma la deputata – ma di persone, famiglie e adulti con autismo gravissimo che rischiano di perdere l’unica assistenza altamente specializzata che garantisce loro una vita dignitosa”.
Ciminnisi sottolinea come, al di là dell’annuncio dell’istituzione di un tavolo tecnico, nulla sia stato fatto per sbloccare i fondi necessari a garantire la prosecuzione della convenzione con la Fondazione Auxilium, ente gestore della struttura. La deputata trapanese avverte che l’eventuale chiusura del centro rappresenterebbe un dramma sociale oltre che un fallimento politico e amministrativo.
“Dopo lo scandalo dei referti in ritardo, ci troveremmo davanti a un altro disastro umano”, ammonisce. L’imminente scadenza del 30 aprile segna un conto alla rovescia che, in assenza di interventi risolutivi, potrebbe significare la perdita del lavoro per numerosi operatori e l’abbandono di decine di adulti autistici, per i quali “Villa Betania” è l’unico presidio capace di offrire accoglienza competente e continuità terapeutica.
“Chi riveste ruoli di responsabilità deve garantire risposte, non scaricare colpe – conclude Ciminnisi – il silenzio sta contribuendo alla rovina di una struttura d’eccellenza e alla disperazione di decine di famiglie siciliane”.
















