ATM, Consiglio d’Amministrazione non si insedia e minoranza chiede Consiglio comunale straordinario

La situazione, ormai, sembra fuori controllo. Continua la guerra fredda dentro Demos sulla posizione di Massimo Zaccarini

Nuvole nere. Forse nerissime. Quello che sta accadendo in capo al Consiglio di Amministrazione di ATM, l’azienda del Comune di Trapani che si occupa del trasporto urbano e dei parcheggi a pagamento, è una vera e propria tempesta.

Il nuovo CdA nominato dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, non si è ancora insediato. Pare, secondo quanto scritto ne Il Locale, che Giacomo Cangemi (in quota alla lista Per Trapani) abbia rinunciato all’incarico perché si sia reso conto di non avere i requisiti professionali richiesti.

Ma questa non è la sola cosa: la minoranza consigliare, infatti, vuole vederci chiaro e per questo ha chiesto al presidente un Consiglio Comunale straordinario e urgente. Lipari, Mangano, Garuccio, La Barbera, Cavallino, Trapani e Gianformaggio, infatti, hanno messo nero su bianco la richiesta.

L’ordine del giorno è chiaro e diretto: “relazione politico-amministrativa del sindaco o assessore al ramo sulla società partecipata Atm, in riferimento alla composizione del CdA, alla cessione delle quote e ad alle vicende che ne sono derivate”.

Nel dettaglio, i consiglieri chiedono: “perché sono stati nominati due rappresentati dei comuni a febbraio 2020 senza che vi era stato alcun ingresso azionario nella partecipata, perché la nomina è avvenuta senza che il sindaco avesse provveduto al preventivo estimo delle azioni di atm, perché per la trapani servizi è stato seguito un iter amministrativo completamente diverso dalla prassi seguita per l’altra società per azioni, perché due soggetti autonomamente dimissionari dal CdA, già indicati in quota a comuni mai entrati nell’assetto societario, si trovano oggi a fare parte del nuovo Consiglio d’Amministrazione in quota alla maggioranza che sostiene l’amministrazione”.

Ed inoltre:” perché vengono premiati con incarico di natura fiduciaria due soggetti che, per le loro valutazioni negative degli atti di nomina per il direttore generale, sono stati causa dell’invio alla procura della repubblica, per fumus di reati non resi noti al civico consesso”.

Infine, continua la guerra fredda all’interno di Demos dove Pellegrino e Genco sono schierati da un lato e Ferrante dall’altro. Tutto gira intorno alla nomina dell’avvocato Massimo Zaccarini all’interno del CdA. Zaccarini era in quota Demos e vicino a Ferrante ma, pare, che ora non goda più dei favori del sindaco che preferirebbe un altro nome. La spaccatura, un po’ come il pranzo, è servita.