Assistenza igienica ai disabili: la Regione cambia idea, la competenza è dei Comuni

"Più volte - afferma Eleonora Lo Curto - ed in ogni modo possibile, è stata fatta rilevare la competenza del Comune su tale servizio, in ossequio ad un quadro normativo attuale e vigente, che prevede in capo alle scuole l’assistenza di base a tutti gli alunni compresi i disabili e in capo all’ente locale quella specialistica per i soggetti gravi e gravissimi"

Marcia indietro. La Regione, adesso, non dà più ragione al primo cittadino di Trapani riguardo l’assistenza ai disabili gravi e afferma che il servizio è di competenza del Comune. Ne ha dato notizia la capogruppo all’ARS dell’UDC Eleonora Lo Curto. “Dopo aver annunciato con tono trionfalistico che la Regione sosteneva la sua stessa tesi rispetto all’assistenza igienico-personale agli alunni disabili, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida deve fare i conti con la nota del dirigente generale dell’assessorato regionale alla Famiglia, Rosolino Greco, che smentisce la sua incredibile presa di posizione. Più volte – afferma la deputata – ed in ogni modo possibile, è stata fatta rilevare la competenza del Comune su tale servizio, in ossequio ad un quadro normativo attuale e vigente, che prevede in capo alle scuole l’assistenza di base a tutti gli alunni compresi i disabili e in capo all’ente locale quella specialistica per i soggetti gravi e gravissimi”.

Lo Curto, poi, critica la presa di posizione del primo cittadino di Trapani. “In tutte le occasioni Tranchida è rimasto ancorato alle sue posizioni. Adesso che non ha più alibi, né appigli provveda immediatamente a ripristinare il servizio. Il commissariamento per i comuni inadempienti, votato all’unanimità dall’Ars, e il successivo emendamento con cui sono stati stanziati due milioni di euro per aiutare i comuni a sostenere tale servizio a favore dei bambini disabili gravi, costituiscono già di per sé uno schiaffo sul piano istituzionale, politico e morale che farebbe arrossire chiunque. Ma questo sindaco, paladino di una legalità di facciata, che ignora e viola le norme, calpestando i diritti di questi bambini e ostentando un’arroganza senza limiti, fa rabbrividire di vergogna l’intera comunità trapanese a cui prima o poi dovrà rendere conto. Un sindaco è innanzitutto un buon padre di famiglia che cerca soluzioni per aiutare i figli più fragili, quelli che soffrono e i più deboli, così come stanno facendo altri sindaci, a partire dalla nostra provincia. Senza più indugiare ripristini il servizio con i fondi del bilancio comunale, così come ritengo avesse fatto in precedenza, o attingendo alle risorse della legge 328, come gli aveva già suggerito l’assessore Scavone e come ribadito oggi dal direttore Greco”.

In tutto questo contesto, sia che uno abbia ragione, sia che la ragione l’abbia un altro, in mezzo ci finiscono le famiglie che spesso si trovano in grande difficoltà. Per non parlare dei lavoratori, che da ieri sono in sciopero della fame.