Il Tribunale di Trapani ha accolto il ricorso collettivo promosso da Anffas nazionale e Anffas Sicilia, d’intesa con Anffas Trapani, dichiarando discriminatori i criteri adottati dal Comitato dei sindaci del Distretto socio-sanitario 50 per l’organizzazione del servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione destinato agli alunni con disabilità.
La sentenza, pubblicata il 30 giugno scorso – si legge in una nota diffusa alla stampa dall’associazione – ordina la cessazione della condotta discriminatoria e la disapplicazione dei criteri contestati, confermando integralmente il provvedimento cautelare già ottenuto nel corso del giudizio e respingendo le principali difese del Comune di Trapani, ente capofila del Distretto.
Tra i punti censurati dal Tribunale, il criterio che prevedeva, come regola generale, il divieto della contemporanea presenza dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione e dell’insegnante di sostegno, consentendo la compresenza solo entro il limite del 10 per cento. Secondo il giudice, questa impostazione si fonda sull’erroneo presupposto della fungibilità tra le due figure professionali che, invece, svolgono funzioni diverse e complementari e, quando entrambe sono previste dal Piano educativo individualizzato (PEI), devono essere garantite.
La sentenza ha anche dichiarato illegittima la scelta di limitare il servizio ai soli alunni riconosciuti ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992, escludendo quelli riconosciuti ai sensi del comma 1 anche nei casi in cui il Gruppo di lavoro operativo ne avesse previsto la necessità nel PEI.
Il Tribunale ha ribadito anche il carattere vincolante del PEI, chiarendo che gli enti chiamati a garantirne l’attuazione non possono modificarne unilateralmente il contenuto né ridurre i sostegni previsti per esigenze organizzative o finanziarie. Nelle motivazioni viene evidenziato che i criteri adottati dal Distretto hanno determinato una riduzione, e in alcuni casi una totale esclusione, delle ore di assistenza Asacom previste nei PEI, configurando una discriminazione indiretta collettiva nei confronti degli alunni con disabilità.
Anffas definisce la pronuncia una decisione di particolare rilievo perché rimuove alla radice i criteri ritenuti discriminatori e costituisce un precedente importante nella tutela collettiva dei diritti delle persone con disabilità.
Il presidente nazionale Roberto Speziale sottolinea che la vicenda nasce dalle segnalazioni raccolte dallo Sportello Antidiscriminazione di Anffas Trapani e che la sentenza impedirà il ripetersi di analoghi tagli al servizio negli anni scolastici futuri. Sulla stessa linea il presidente di Anffas Sicilia, Antonio Costanza, che auspica un’applicazione uniforme della normativa in tutta la regione, mentre il presidente di Anffas Trapani, Basilio Calabrese, evidenzia come la decisione restituisca fiducia alle famiglie e riaffermi il diritto degli alunni con disabilità a ricevere integralmente i sostegni previsti dai rispettivi Piani educativi individualizzati.















