Prende ufficialmente il via all’Asp di Trapani il servizio di telemedicina, con l’attivazione delle prime televisite nelle branche di Cardiologia e Pneumologia. Il nuovo modello organizzativo debutta al presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate, segnando un passo concreto verso la digitalizzazione dei servizi sanitari.
In questa fase iniziale, le attività riguardano la Cardiologia, diretta da Giovanna Geraci, e la Pneumologia, guidata da Antonella Valenti, insieme alle rispettive équipe che stanno accompagnando l’avvio operativo del servizio, puntando su qualità dell’assistenza e competenza professionale.
L’introduzione della telemedicina rappresenta una delle principali leve strategiche dell’Azienda sanitaria provinciale, con l’obiettivo di rendere i servizi più accessibili e rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei cittadini, anche attraverso strumenti tecnologici avanzati. L’Asp di Trapani si colloca così tra i primi enti sanitari della regione ad attivare questo sistema.
«L’avvio ufficiale della telemedicina – afferma il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti – è un passaggio importante nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti. È uno strumento concreto per rendere i servizi più vicini ai cittadini e per valorizzare il lavoro dei professionisti, migliorando la capacità di risposta ai nuovi bisogni assistenziali».
Il progetto si inserisce in una più ampia strategia di trasformazione digitale che comprende anche il Fascicolo sanitario elettronico 2.0, la refertazione digitale e il fascicolo del personale. Un percorso che punta su integrazione e innovazione come elementi chiave per elevare la qualità dei servizi.
I benefici della telemedicina sono molteplici: accesso alle cure anche nelle aree più disagiate, riduzione dei tempi di attesa, possibilità di monitoraggio continuo soprattutto per i pazienti cronici, minori spostamenti per anziani e persone con difficoltà motorie, oltre a una riduzione del rischio di infezioni e a una migliore ottimizzazione delle risorse sanitarie.
Dopo una prima fase sperimentale, il servizio sarà progressivamente esteso ad altre specialità, con l’obiettivo di integrare pienamente la telemedicina nei percorsi ospedalieri e territoriali, in linea con gli indirizzi nazionali sul potenziamento dell’assistenza di prossimità previsti dal decreto ministeriale 77 del 2022.

















