L’Amministrazione comunale ha dato il via libera al ripristino delle ore di assistenza specialistica ASACOM (Assistenza Specialistica all’Autonomia e alla Comunicazione) destinate agli alunni con disabilità grave, rientranti nell’Art. 3, comma 3 della Legge 104/92.
Il provvedimento, sancito dalla delibera di Giunta n. 448/2025, è stato accolto con soddisfazione dalle famiglie, ma è stato immediatamente seguito dalle reazioni da parte dell’opposizione consiliare.
La consigliera comunale di Fratelli d’Italia, Grazia Spada, che pur esprimendo soddisfazione per il ripristino del servizio per la disabilità grave, ha manifestato “profonda amarezza” per l’ennesima esclusione dei bambini riconosciuti ai sensi del comma 1 dell’Art. 3 della Legge 104/92 (portatori di handicap, ma non in situazione di gravità).
“Questi bambini devono ancora lottare per un diritto che dovrebbe essere garantito per legge,” ha dichiarato la consigliera Spada, accusando l’Amministrazione di “ostinarsi a non riconoscere pienamente un diritto fondamentale” appellandosi a presunti vincoli di bilancio. La consigliera ha inoltre rivendicato l’azione di stimolo dell’opposizione e delle famiglie: “Se oggi il servizio viene riattivato, è solo grazie alla tenacia delle famiglie, ai ricorsi presentati […] e alla pressione costante del gruppo Fratelli d’Italia. Questa è una vittoria dei genitori, non dell’Amministrazione”.
Un altro punto critico sollevato da Spada riguarda un passaggio della delibera che subordina l’erogazione delle ore “alla verifica formale della regolarità dei PEI, comprensivi dei pareri ASP”.
La consigliera ha espresso forti perplessità riguardo all’ente e alle modalità di questa verifica, temendo che possa trasformarsi in un ulteriore “ostacolo burocratico” capace di ritardare l’avvio e compromettere la qualità del servizio. “Mi chiedo chi effettuerà concretamente questa verifica: gli assistenti sociali comunali, che in molti casi non conoscono la quotidianità scolastica del bambino?” ha domandato la consigliera, aggiungendo che un simile controllo rischia di minare il principio di inclusione.
Il diritto allo studio e all’inclusione per gli alunni con disabilità è un obbligo stabilito dalla Costituzione e la polemica in corso sottolinea la costante tensione tra le esigenze reali delle famiglie e la gestione delle risorse da parte degli enti locali.
La consigliera Spada chiede all’Amministrazione di “smettere di nascondersi dietro le parole” e di assumersi le proprie responsabilità politiche: “L’inclusione non si proclama nei comunicati stampa: si pratica, si finanzia e si rispetta”.
















