Dopo le parole del sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, sulle presunte anomalie nella gestione delle cooperative che si occupano del servizio Asacom per gli studenti con disabilità , arriva la dura replica di Confcooperative Federsolidarietà Sicilia.
Il presidente Salvatore Litrico ha espresso “il più profondo disappunto del movimento cooperativo rappresentato dalla Federazione”, giudicando le affermazioni del primo cittadino “imprecise e generalizzate” e tali da “colpire ingiustamente un comparto che, con impegno quotidiano e grande senso di responsabilità, garantisce servizi essenziali a centinaia di cittadini fragili del territorio trapanese”.
La Federazione ha ricordato che le cooperative sociali “rappresentano una componente fondamentale del sistema di welfare locale”, realtà “radicate nei territori, composte da lavoratori e soci che svolgono con professionalità e dedizione attività indispensabili per il benessere della comunità”.
Litrico ha inoltre invitato il sindaco a una “pronta precisazione” delle sue parole, auspicando “che il confronto torni su binari costruttivi e di reciproco rispetto istituzionale”.
Ma dal comunicato emerge anche un chiaro monito sul piano politico ed economico:
“Ogni tentativo di depotenziare o destrutturare tali servizi per mere ragioni di cassa sarà contrastato con determinazione, a tutela del lavoro dei soci-lavoratori e dei diritti degli utenti più fragili.”
Già nel 2024 la federazione aveva lanciato un “forte allarme” per il ritardo con cui molti enti locali applicano gli adeguamenti tariffari derivanti dai maggiori costi contrattuali nel settore sociale e, non ultimo, a dicembre 2024, la federazione aveva chiamato a raccolta sindaci, assessori e dirigenti comunali per discutere delle incertezze nel settore, soprattutto rispetto al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) e alle modalità di affidamento dei servizi (gara, convenzione, accreditamento).
La posizione di Federsolidarietà è dunque duplice: difendere la reputazione del movimento cooperativo e, al tempo stesso, lanciare un avvertimento contro eventuali riduzioni dei servizi sociali motivati da esigenze di bilancio.
















