Al Consiglio comunale di Trapani “aperto” sulla questione ASACOM, svoltosi Lunedì 20 ottobre, erano tutti molto ben vestiti.
E soprattutto erano “tutti”, e questa è già una notizia che fa ben sperare sul fatto che, chi ci amministra, dovrebbe avere a cuore i problemi veri di questo territorio, al netto di beghe, provocazioni e strumentalizzazioni.
Una seduta fiume di oltre quattro ore, alla presenza di alcune famiglie, dei rappresentanti di ANFFAS e di ACA Sicilia, di operatori e Asacom.
Ma anche di diversi esponenti politici, dai sindaci di Paceco ed Erice, Aldo Grammatico e Daniela Toscano, dell’assessora al ramo Carmela Daidone e consiglieri della Vetta; Francesca Trapani nella doppia veste di portavoce territoriale del M5S e professionista del settore, gli onorevoli regionali Cristina Ciminnisi (M5S) e Giuseppe Bica (FdI).
Numerosi gli interventi in aula, cui hanno fatto da apripista i consiglieri di opposizione.
Particolarmente rilevante l’intervento della consigliera Grazia Spada (FdI) che, nel chiedere il ripristino immediato delle ore di Asacom richieste dai PEI (Piani educativi individualizzati) all’interno dei GLO (Gruppo lavoro operativo) – unica sede titolata dalle norme nazionali a formulare le richieste – ha anche toccato un punto importante, cioè la volontà politica di un’amministrazione nel reperire le risorse economiche: particolarmente interessante l’aver individuato una serie di voci di prelievo dal fondo di riserva del sindaco che, secondo l’opposizione, avrebbero potuto essere impiegati proprio per gli Asacom.
Il rappresentante di Concooperative, Daniele Amorosino, ha chiesto certezza nei pagamenti e rispetto del ruolo sociale che svolgono ogni giorno, mentre le associazioni hanno ribadito la richiesta di rispetto dei PEI e continuità del servizio.
Nel corso della seduta, i sindaci di Trapani, Erice e Paceco hanno fatto cartello: i bilanci comunali non perdonano, utilizzare i fondi di riserva non risolve strutturalmente il problema ed i contributi della Regione sono insufficienti, per cui il problema va affrontato a livello nazionale, inserendo gli Asacom in capo ad una gestione ministeriale.
Puntuali gli interventi di Francesca Trapani che ha parlato nella sua doppia veste di cui sopra: «Subordinando l’erogazione del servizio alla sostenibilità finanziaria, come ha fatto il Comune di Trapani, capofila del Distretto D 50, si mette a rischio la continuità dell’assistenza e si creano disparità inaccettabili. Le famiglie – continua Trapani – non possono trovarsi ogni anno nell’incertezza di sapere se e quante ore di supporto verranno garantite ai propri figli. Decisioni discrezionali per altro prese in violazione di norme che probabilmente sono state interpretate in maniera restrittiva, senza neppure ricercare quell’accomodamento ragionevole con le famiglie, previsto proprio dalla legge».
In tal senso, l’intervento del sindaco Giacomo Tranchida ha messo in luce un vulnus sul tavolo tecnico del Distretto D50, cui ha partecipato l’ASP, e che ha deliberato sul taglio delle ore di Asacom rispetto alle richieste dei PEI: ci si chiede dunque se l’ASP, peraltro assente in aula ieri sera, abbia eccepito in tal senso durante il tavolo tecnico o abbia suggerito una rivalutazione dei bambini che necessitano del servizio in una seconda fase?
Francesca Trapani auspica un passo indietro dei Comuni, quello di Trapani in primis, tenuto anche conto delle prime ordinanze del Tribunale di Trapani che ha accolto in via cautelare alcuni ricorsi di famiglie avverso la contestata delibera dell’amministrazione Tranchida.
Sulla stessa linea Cristina Ciminnisi, deputata regionale del M5S, che ha riconosciuto le difficoltà finanziarie dei Comuni, ma ha chiesto alla Regione e agli enti locali di assumersi le proprie responsabilità: «In Sicilia oltre 200 Comuni sono in dissesto o pre-dissesto, ma non si può scaricare la crisi sui bambini con disabilità. La legge 10 sul diritto allo studio è chiara: ai Comuni spetta l’assistenza all’autonomia e alla comunicazione. Oggi non servono scuse, servono atti concreti per ripristinare il servizio e restituire dignità alle famiglie e ai professionisti. La burocrazia non può prevalere sulla dignità delle persone. La politica deve avere un’etica, e oggi l’etica è garantire il diritto allo studio».
Anche l’onorevole Giuseppe Bica (FdI) è intervenuto col peso politico di chi rappresenta oggi il primo partito in Italia ed al Governo del Paese, annunciando che un disegno di legge per la stabilizzazione degli Asacom è attualmente in discussione al Senato: «L’obiettivo è riconoscere finalmente questa figura a livello statale, come avviene per gli insegnanti di sostegno. Sarebbe un passo avanti per tutti, bambini e lavoratori». Nel frattempo, sottolineando come la Regione abbia incrementato i fondi all’interno della manovra quater, ha invitato l’amministrazione ad un passo indietro: «Capisco le difficoltà di bilancio, ma non si può far venire meno un servizio essenziale. La politica deve unire, non alimentare sospetti o contrapposizioni. I bambini con disabilità non possono aspettare i tempi della burocrazia. Oggi il Comune può ancora rimediare e garantire il servizio».
Nel frattempo, e visto l’attardarsi dei lavori, l’aula e la galleria si andavano svuotando: nonostante l’importanza del tema, non si è potuto non percepire quel vago sapore di passerella e di inconsistenza, sia in alcuni passaggi in aula sia in alcune assenze politiche che quindi non hanno contribuito al dibattito pubblico, ma che non hanno mancato di intervenire altrove.
Intanto, sia la maggioranza che l’opposizione protocollavano due ordini del giorno.
La prima con un documento che impegnasse l’amministrazione a maggiore attenzione, condivisione e visione politica sul tema; la seconda ha presentato invece una proposta durissima e netta, che vengano ripristinate interamente le ore del PEI, senza se e senza ma.
Ed alla fine, dopo tanti interventi variamente necessari, il consiglio comunale ha svolto il suo ruolo: dopo uno stringente confronto, maggioranza ed opposizione hanno ritirato i propri ordini del giorno per creare un documento condiviso, incontrandosi sul bene maggiore:
«Su temi come questo non ci sono bandiere. I bambini con disabilità vengono prima di tutto”, ha dichiarato Angela Grignano, cui ha fatto eco Grazia Spada «L’importante è garantire il diritto all’inclusione scolastica. L’aula ha dimostrato che, quando si vuole, si può lavorare insieme».
Probabilmente è questa la vera notizia del consiglio di ieri.
















