Andreana Patti: gli investimenti su Trapani, le Pari Opportunità e la fusione [INTERVISTA]

L'assessora si racconta a tutto campo: il rapporto con Gianni Mauro, i progetti dell'ex Mattatoio e il pensiero sulla nascita del Comune di Misiliscemi

Una tecnica. Una donna. Una combattente. Andreana Patti è questo ma anche molto altro. Designata come assessora da Tranchida prima delle elezioni, in questo momento gestisce le deleghe al Suap, Commercio e Attività economiche, Politiche comunitarie e Programmi di sviluppo territoriale, Cooperazione internazionale ed Europeade, Programmazione innovativa e strategica, Pari opportunità ed è presidente del FLAG “Torri e Tonnare del Trapanese”.

Molto del futuro della città di Trapani passa dalle sue mani: è lei, infatti, la specialità nella ricerca di finanziamenti. Europei, nazionali, regionali: non importa da dove arrivino, l’importante che siano soldi. Scritto così può sembrare brutale ma nascondersi dietro un dito sarebbe da stolti: anche la cultura popolare è concorde con il sottoscritto. Ca senza sordi non si canta missa! (Disse il monaco alla badessa… senza soldi non si canta messa)… Però, i fondi si possono trovare solo se i progetti sono validi, diversamente non si entra in graduatoria. Quindi non è così facile. Ma non è solo questo il ruolo di Andreana Patti, marsalese al servizio di Trapani. L’assessora si occupa anche di Pari Opportunità e nei, mesi passati, tante sono state le polemiche. E da tecnica, è diventata sempre di più politica dimostrando una evoluzione importante, tanto che qualcuno voleva che si candidasse a sindaca di Marsala. Poi, però, la cosa è andata diversamente.

– Assessora Patti, quale è lo stato di salute del Comune? Trapani è una città capace di attrarre investimenti pubblici attraverso i progetti presentati?

Il Comune di Trapani, con l’Amministrazione Tranchida, ha investito su un vero programma di sviluppo strategico riconquistando una credibilità – nel merito degli investimenti prodotti– riconosciuta sia dalla Comunità europea, dal Governo nazionale e, con l’attuazione delle politiche comunitarie, anche a livello regionale. Attivare interventi progettuali per più di 90 milioni di euro in meno di tre anni ritengo possa essere considerato un grande risultato che nel prossimo futuro consentirà di aprire molti cantieri in Città. Consideriamo, inoltre, che il sindaco Giacomo Tranchida – oltre a gestire l’emergenza pandemica – non ha mai smesso di dare input sulla partecipazione a programmi di finanziamento e sulla necessità di recuperare un gap di investimenti rispetto alle altre città della provincia. Sulle scuole abbiamo portato Trapani dentro il piano regionale dell’edilizia scolastica accedendo alle graduatorie per i finanziamenti della ristrutturazione ed efficientamento di diverse scuole come ad esempio la scuola “Livio Bassi” e la scuola statale primaria esistente “E. Pertini”.
Abbiamo definito le programmazioni necessarie per accedere a finanziamenti come ad esempio il piano urbano della mobilità sostenibile e il piano d’azione per l’energia sostenibile e ottenuto finanziamenti per la progettazione e realizzazioni di opere quali: piste ciclabili, rinnovo del parco autobus, pensiline intelligenti, riqualificazione di parcheggi in una logica di interscambio ed ancora quasi un milione di euro di progettazione per un piano di investimento sulla mobilità sostenibile di circa 18 milioni di euro che potrà essere sostenuto da Invitalia nell’ambito dell’avviso Italia City Branding.
Anche sulla costruzione della Zona Economica Speciale della Sicilia Occidentale, che è uno strumento importante per attrarre investimenti, l’Amministrazione comunale ha collaborato con l’Autorità di sistema portuale sia favorendo il coinvolgimento degli altri comuni della provincia sia con la costruzione della proposta presentata alla Regione Siciliana.

– Una delle opere più interessanti è sicuramente il progetto di riqualificazione dell’ex Mattatoio che sarebbe il primo tassello per modificare drasticamente il lungomare Dante Alighieri. Come procede l’iter burocratico?

L’ex mattatoio diventerà un Campus Giovani del Mediterraneo il cui progetto esecutivo è in procinto di essere consegnato per dare avvio alle procedure di gara e successivamente ai lavori. Sono già stati finanziati più di 5 milioni di euro (ottenuti dal PON Legalità e Agenda Urbana) per un’opera che cambierà il volto del lungomare nord di Trapani, regalando uno spazio all’imprenditoria giovanile e all’inclusione sociale. Con il piano di riqualificazione dell’intero quartiere di Cappuccinelli – presentato sul bando “qualità dell’abitare” ancora in valutazione – si potrà completare il progetto e rigenerare un’intera area. Attraverso un confronto aperto avvenuto lo scorso 8 settembre con la cittadinanza abbiamo recepito alcuni suggerimenti e rafforzata l’idea che i giovani saranno i veri protagonisti nell’utilizzo e nella crescita di questo luogo di grandi potenzialità.
L’attività del Campus non sarà solo circoscritta alla didattica, ma troverà applicazione nel campo della ricerca, dell’arte, della cultura fornendo un laboratorio a servizio della collettività, realizzazione di laboratori artigianali destinati a migranti regolari che in cooperative miste con giovani trapanesi possano dare vita a delle startup.

– Ambiziosa, invece, è l’idea per Palazzo Lucatelli. Sembra che tutte le carte siano finalmente in ordine e tutto è pronto per i lavori.

Anche per questa idea progettuale – avviata dall’Ente Luglio Musicale – era a rischio di perdita del finanziamento e l’Amministrazione Tranchida si è spesa per recuperare i 2 milioni di euro la cui revoca era stata già avviata al nostro insediamento perché ancora non risultava firmata la convenzione con la società in house del Ministero dei beni culturali che finanzia l’opera. Si trattava di riaccreditarsi nei confronti dell’Ente finanziatore e rassicurare lo stesso che la governance del procedimento tecnico amministrativo era cambiata. Attraverso il sopralluogo richiesto da questa Amministrazione, il tecnico/funzionario romano incaricato dalla Ales S.p.A. ha potuto constatare che il progetto preliminare poteva essere sviluppato nelle forme dell’esecutivo rappresentandoci le fasi procedurali necessari per la firma della convenzione. Siamo arrivati faticosamente al progetto esecutivo e alla stipula della convenzione sottoscritta dal sindaco circa due mesi fa; gli uffici (RUP Arch. Canale), sono pronti ad avviare la gara con l’approvazione del prossimo bilancio. Malgrado il progetto non completi la ristrutturazione del Palazzo, finalmente potremo vedere rifunzionalizzato parte del complesso con un auditorium, uno spazio espositivo (museo/pinacoteca), una sala per conferenze e presentazioni a carattere culturale, un punto di ristoro, una piccola biblioteca per bambini ed alcuni spazi di servizio (amministrazione, servizi igienici, piccoli magazzini).
Siamo al lavoro su altre ipotesi di finanziamento per completare l’opera e fare di Palazzo Lucatelli un polo culturale con finalità anche turistiche da regalare ai trapanesi che per troppo tempo hanno atteso un progetto ammantato di “leggenda”.

– Si è discusso molto sul nuovo regolamento della Commissione comunale  per le Pari Opportunità. Ritiene che ci siano state polemiche strumentali?

Il nuovo Regolamento della Commissione per le Pari opportunità tra uomini e donne, opportunità alla pari per le politiche di genere e i diritti civili (Trapani è donna…), era un atto dovuto e in ritardo rispetto alle necessità che emergono sul territorio in materia di discriminazione di genere. Su sollecitazione di alcune consigliere comunali e delle organizzazioni sindacali è stata presentata al Consiglio comunale una bozza approvata dalla Giunta che si apre alle politiche sui diritti civili e pone le basi proprio alla rimozione degli ostacoli di ordine economico, sociale, culturale e istituzionale intervenendo sui modelli culturali e sociali di genere. L’Amministrazione comunale, inoltre, con l’approvazione anche in conferenza dei capigruppo consiliari, ha destinato un luogo fisico di Palazzo Cavarretta ai progetti “delle donne e per le donne”, una sala denominata “8 marzo in memoria di Caterina Canino e delle figlie Lucia e Rosalia Maltese perite nel 1911 a New York, nell’incendio della fabbrica Triangle Company”; intestazione frutto di una sollecitazione di CGIL, Punto Dritto e Anpi. Attraverso l’avviso pubblico (scaduto lo scorso 25 aprile), il sindaco procederà all’individuazione e nomina delle/dei componenti della Commissione.
Onestamente non so rispondere alla domanda circa le “polemiche strumentali”; sono abituata per carattere e per esperienza professionale a confrontarmi sempre con tutti, anche aspramente se occorre, ma non riconduco mai alla sfera personale le critiche mosse perché parto dalla considerazione che chi avanza un appunto lo faccia sempre nell’interesse pubblico, in questo caso nell’interesse delle donne. Congratularsi con il sindaco per le iniziative avviate e lanciare rimproveri “di maniera” all’assessora mi è sembrato voler sottolineare qualcosa di poco utile alla cittadinanza sottraendosi poi al confronto diretto con la sottoscritta. Amo le soluzioni ai problemi, i fatti concreti e il lavoro di squadra; credo che in questi mesi, grazie anche agli stimoli delle associazioni citate, li abbiamo raggiunti… Il resto, francamente, mi interessa poco.

– Quale è il suo pensiero su fusione o rettifica tra i Comuni di Trapani ed Erice e sul concetto di Area Vasta? E riguardo Misiliscemi?

Ritengo personalmente la scelta di deliberare la costituzione di un nuovo comune di circa 8 mila abitanti staccandolo da un comune capoluogo una miope e incompetente visione programmatica di sviluppo di un territorio. Se da un lato comprendo perfettamente le ragioni che hanno portato alcuni abitanti del Comune di Misiliscemi a pretendere una indipendenza istituzionale e gestionale dei propri territori, dall’altro non può non considerarsi scellerata la decisione di chi, conoscendo i requisiti minimi per l’accesso alle politiche comunitarie e la complessità per l’attivazione delle risorse economiche, ha deciso per queste meravigliose aree del trapanese non il meglio. Abbiamo programmato diversi interventi di Agenda Urbana sull’area che adesso ricade sul Comune di Misiliscemi, purtroppo, con la programmazione comunitaria 2021-27, questo piccolissimo Comune non potrà accedere ed essere destinatario delle risorse programmate per le città medie. In un momento in cui si scrivono piani nazionali di ripartenza e resilienza per attuare finanziamenti ingenti proprio per la ripartenza del Paese e dei nostri territori, penso sia davvero fuori contesto parlare di confini e di rettifiche geopolitiche. Farei piuttosto una domanda? Rettificare e/o procedere alla fusione delle due città di Trapani e Erice è utile a far ripartire il lavoro, creare nuove infrastrutture, attrarre investimenti, aiutare le imprese e in ultimo ricevere più risorse dall’Unione Europea? Secondo la mia esperienza professionale, no. Credo che le due città in Agenda Urbana abbiano avuto un capitale di risorse di poco meno di 30 milioni di euro (tradotti in opere di mobilità, efficientamento energetico, dissesto idrogeologico, ecc), che non avrebbero avuto se fossero stati considerati un unicum. Impoverire un territorio, in questo momento, significa eliminare delle potenzialità di sviluppo territoriale avviate e che con le risorse del Recovery fund possono rappresentare un effetto moltiplicatore.
La logica di fare sistema per lo sviluppo del territorio e l’efficacia delle azioni progettuali è stata più volte dimostrata dal sindaco Tranchida che per diversi progetti ha coinvolto tutti e 24 comuni della provincia, non ultimo per la candidatura al bando Anci di Nex Generation City (dedicato alle Città Capoluogo) per la definizione di un piano strategico. E’ del tutto evidente che, in mancanza dell’attuazione della legge regionale 15/2015 che regola le funzioni dell’Ente di Area Vasta, le motivazioni a sostegno delle varie soluzione comunali perdano il quadro d’insieme e, in assenza della governance politico-istituzionale, lasci alle valutazioni di parte la scelta dell’una o dell’altra soluzione. L’attivazione dell’Area Vasta ci consentirà di sviluppare un programma di sviluppo territoriale maturo e in linea con le esigenze che il post pandemia ci ha lasciato nonché di rendersi interlocutore privilegiato ai tavoli di programmazione e ripartizione delle risorse comunitarie portando le potenzialità e le esigenze di circa 400mila abitanti con le loro identità storiche e culturali.

– Infine, vorrei chiederle come ha vissuto la nomina di Gianni Mauro quale esperto del sindaco di Trapani. È una invasione nel suo territorio?

Gianni Mauro rappresenta una risorsa per questo territorio e penso lo abbia più volte dimostrato nei suoi diversi incarichi sia di amministratore sia di professionista. L’architetto Mauro è uomo notoriamente pragmatico, profondo conoscitore del territorio e dei programmi di sviluppo attuati in Erice e in sintonia con il sindaco Tranchida. In meno di tre anni, questa Amministrazione, ha ottenuto risultati sorprendenti in materia di finanziamenti impegnando la struttura comunale in maniera considerevole; adesso gli uffici comunali devono gestire questa mole di investimenti con procedure tecnico amministrative impegnative (gare, rendicontazioni, ecc). La partecipazione in squadra di Mauro rappresenta, pertanto, un valore aggiunto soprattutto per la capacità di fornire un contributo tecnico nei programmi di sviluppo urbano come le partecipazioni al programma “qualità dell’abitare” o il bando di prossima scadenza sulla “rigenerazione urbana”. Continuare ad investire su Trapani in tempi così brevi merita il massimo impegno e sforzo da parte di tutti, il supporto dell’esperto Mauro non può che essere considerato una soluzione utile offerta dal sindaco Giacomo Tranchida alla Città.