Andrea Bulgarella: il Parlamento riaccende i riflettori sulla sua vicenda giudiziaria e bancaria

Due interrogazioni parlamentari, presentate dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli e dall’onorevole Davide Faraone di Italia Viva, intendono riportare all’attenzione il caso dell’imprenditore trapanese Andrea Bulgarella.

Nonostante sia stato prosciolto da ogni accusa, Bulgarella continua a subire le conseguenze di un sistema che, a suo dire, lo ha isolato economicamente e civilmente. Le interrogazioni, indirizzate al Ministero dell’Interno e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, chiedono se siano ancora attivi ostacoli burocratici e segnalazioni nei confronti dell’imprenditore che gli impediscono l’accesso ai servizi bancari e finanziari.

È l’ennesimo capitolo di una lunga vicenda che Bulgarella stesso definisce una “damnatio economica senza giudizio”. In una dichiarazione accorata, l’imprenditore racconta di essere stato tra i primi, già dagli anni Ottanta, a denunciare sistemi corruttivi in cui imprese del Nord e ambienti mafiosi erano legati da interessi comuni. Al suo fianco, ricorda il prefetto Gianfranco Vitocolonna, figura istituzionale che insieme a lui tentò di contrastare tali dinamiche. Lo Stato, sostiene Bulgarella, intervenne solo un decennio più tardi, quando Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Mario Mori portarono alla luce ciò che lui e pochi altri avevano già denunciato.

A nulla sono valse, però, oltre venti denunce presentate nel corso di quarant’anni: invece di essere ascoltato, Bulgarella afferma di essere stato bersaglio di indagini costruite su testimonianze false, perizie inattendibili e dichiarazioni pilotate da “pentiti bugiardi”. Racconta di decine di attentati ai suoi cantieri e alla sua abitazione, tutti denunciati e mai “realmente investigati”.

Nonostante il procuratore generale della Corte di Cassazione abbia definito infondata l’impostazione accusatoria a suo carico, e nonostante l’archiviazione sia stata disposta dalla stessa Procura di Firenze che lo aveva inizialmente indagato, il nome dell’imprenditore continuerebbe a generare allarme nei circuiti interbancari. I suoi conti sono stati chiusi, le linee di credito revocate, il suo accesso al sistema economico limitato. Una condizione, spiega, che prosegue senza alcuna condanna formale e senza possibilità di riscatto.

Nel 2022 Andrea Bulgarella è stato ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, ma senza esiti concreti. Il 24 febbraio di quest’anno ha inviato un memoriale alle più alte cariche dello Stato, dal Presidente della Repubblica alla presidente del Consiglio, dai ministri della Giustizia e dell’Interno fino ai vertici della Magistratura italiana e alle Procure di Trapani, Caltanissetta e Milano, denunciando un quadro articolato di depistaggi, collusioni e inerzie istituzionali. Oggi la sua battaglia non è più solo personale, ma una sfida civile.

Non cerca risarcimenti, dichiara, ma pretende verità e giustizia per sé, per la sua città, per i suoi collaboratori. “Il diritto alla verità non va in prescrizione”, afferma, chiedendo che anche la libertà economica sia garantita a chi è stato prosciolto. In un appello finale che suona come una sfida, Bulgarella sottolinea che la sua voce ha resistito al silenzio e continuerà a farlo: “Se non mi ha ucciso la mafia, non ci riuscirà lo Stato. Ma il silenzio, quello sì, fa più male delle minacce”.,

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